Cyberattacchi a società finanziarie: chi è responsabile dei 10 milioni in bitcoin?

Cyberattacchi a società finanziarie in Usa: gruppi hacker non identificati estorcerebbero 10 milioni in bitcoin.

Gruppi hacker attaccano società finanziarie Usa con vishing e richieste di riscatto in bitcoin
Gruppi hacker attaccano società finanziarie Usa con vishing e richieste di riscatto in bitcoin

Un’ondata di cyberattacchi ha colpito alcune delle società finanziarie più importanti degli Stati Uniti, con un volume di estorsione che si aggira intorno ai 10 milioni di dollari in bitcoin. I gruppi hacker, non identificati, utilizzano tecniche di vishing per ottenere credenziali e codici di autenticazione da dipendenti, sottraendo dati sensibili e minacciando di pubblicarli se non si paga. Tra le vittime figurano aziende come Apollo Global Management, Bain Capital, Blackstone, Bridgewater Associates, CME Group, KKR, Moody’s e TPG. L’obiettivo principale sembra essere l’estorsione, con richieste di riscatto che oscillano tra 750.000 e 3 milioni di dollari.

Metodi di attacco e strategie di estorsione

Le operazioni si basano su chiamate telefoniche, in cui gli attaccanti si fingono colleghi o addetti dell’help desk IT, per convincere i dipendenti a inserire le proprie credenziali su siti web contraffatti. Questa tecnica, detta vishing, è particolarmente efficace perché sfrutta l’umanità come punto debole, non la tecnologia. I dati rubati vengono utilizzati come leva per estorcere denaro, con alcuni gruppi che costruiscono una vera macchina di pressione psicologica, pubblicando avvisi online e fissando cifre precise.

La strategia di estorsione si basa su minacce e pressione psicologica per costringere le vittime a pagare.

Gruppi hacker e organizzazione sottostante

Google ha identificato quattro gruppi di hacker – Falcon, Helix, Pink e Redact – che agiscono con tecniche simili. Secondo un report, questi gruppi potrebbero far parte di un’organizzazione più ampia denominata UNC6671. Non è chiaro se siano affiliati tra loro o semplicemente utenti della stessa infrastruttura di phishing-as-a-service. I ricercatori di Google sostengono che il coordinamento tra i gruppi potrebbe indicare una struttura più complessa, con l’obiettivo di compartimentare le operazioni e nascondere il volume complessivo delle violazioni. Prima di concentrarsi sulla finanza, i gruppi avevano già colpito aziende in settori diversi, come manifatturiero, immobiliare, sanitario e tecnologico, con l’obiettivo di sottrarre dati sensibili o proprietà intellettuale di valore. L’attenzione si è recentemente spostata su società di private equity e finanza, dove i dati aziendali e confidenziali possono influenzare mercati e trattative.

Bitcoin come strumento preferito per i pagamenti

La scelta del bitcoin come mezzo di pagamento riflette la sua natura anonima e la velocità di trasferimento. I pagamenti in criptovaluta sono difficili da tracciare rispetto ai bonifici tradizionali, rendendoli un’opzione attraente per i cybercriminali. Un wallet collegato a uno dei gruppi ha incassato circa 10 milioni di dollari in bitcoin nei primi mesi dell’anno, dimostrando l’efficacia del modello di estorsione.

Il bitcoin è diventato lo strumento preferito per incassare i pagamenti, grazie alla sua anonimizzazione e velocità.

Le aziende colpite, come CME Group, hanno rifiutato di commentare, mentre altre non hanno risposto alle richieste. Il silenzio lascia aperti molti interrogativi sulla reale portata dei danni subiti. Nonostante l’uso di tecnologie avanzate, la tecnica del vishing rimane efficace, dimostrando che l’umanità resta l’anello debole più vulnerabile.