La difesa di Bossetti chiede nuove analisi sui reperti: la Corte d’Assise si riserva
La difesa di Bossetti chiede nuove analisi sui reperti dell’omicidio di Yara Gambirasio, ma la Corte d’Assise si riserva.

La difesa di Massimo Bossetti, condannato per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha presentato una richiesta di nuove analisi sui reperti dell’inchiesta, ma la Corte d’Assise del Tribunale di Bergamo si è riservata la decisione. L’udienza, tenutasi lunedì 5 ottobre in camera di consiglio nell’ambito di un incidente di esecuzione, ha visto la discussione su due fronti principali: il campione 31G20 e le tracce individuate sugli indumenti della vittima. La Corte ha sciolto la riserva solo sull’udienza, non sul merito della richiesta, lasciando aperto il dibattito tra le parti.
Analisi scientifiche e tecnologie moderne
La difesa, rappresentata dall’avvocato Claudio Salvagni, ha chiesto di sottoporre i reperti a nuove analisi alla luce delle tecnologie oggi disponibili, come la rilettura di immagini ad alta risoluzione degli accertamenti eseguiti negli anni. In particolare, la richiesta riguarda il campione 31G20 e alcune tracce individuate sugli indumenti di Yara Gambirasio, che la difesa sostiene non siano mai state analizzate. Secondo la relazione del genetista Marzio Capra, consulente della difesa, le nuove tecniche scientifiche potrebbero consentire di individuare ulteriori elementi probatori, come nel caso di Garlasco, utilizzato come esempio di riesame di reperti già analizzati.
La difesa ha sottolineato che le nuove analisi potrebbero rivelare elementi non considerati in precedenza. Inoltre, la richiesta include l’esame di cinque test immunologici eseguiti sul giubbotto, indicati nei verbali come negativi, ma che potrebbero presentare reazioni cromatiche che meriterebbero un approfondimento.
Opposizioni del pm e della parte civile
Al termine della discussione, sia il pubblico ministero che la parte civile si sono opposti alla richiesta di nuove analisi. I legali della famiglia Gambirasio hanno dichiarato: “Si vuole fare Garlasco 2, faremo il possibile per impedirlo”, sottolineando l’importanza di mantenere la stabilità delle prove già esaminate. La parte civile ha inoltre chiesto di poter esaminare gli stessi reperti in caso di autorizzazione, per garantire trasparenza e equità nel processo.
La Corte d’Assise aveva finora autorizzato la visione dei reperti, ma non consentito nuove analisi. Bossetti, seguito in videocollegamento dal carcere di Bollate, ha ribadito tramite i suoi legali che l’esame delle fotografie ad alta risoluzione potrebbe rivelare elementi tali da giustificare ulteriori accertamenti. La decisione finale, tuttavia, rimane in sospeso, con la Corte che non ha espresso un giudizio definitivo sulla richiesta.
Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, scomparsa il 26 novembre 2010, continua a seguire il processo da carcere. La richiesta di nuove analisi rappresenta un ulteriore passo nella complessa dinamica del caso, che vede la difesa e la parte civile impegnate in un confronto tecnico e giuridico. La Corte, nel frattempo, si mantiene cauta, valutando le implicazioni di un eventuale riesame dei reperti.
