Dj Godzi, la perizia choc: «Troppi colpi sul corpo, è un nuovo caso Cucchi»

La perizia medico legale svela violenze e mancanza di assistenza al dj napoletano, ipotesi di tortura per agenti.

Dj Godzi, la perizia choc: «Troppi colpi sul corpo, è un nuovo caso Cucchi»
Dj Godzi, la perizia choc: «Troppi colpi sul corpo, è un nuovo caso Cucchi»

Dj Godzi, il giovane napoletano morto in circostanze misteriose a Ibiza, ha visto emergere una perizia medico legale che svela una serie di violenze e una gestione inadeguata da parte degli agenti della Guardia di Finanza. La relazione, redatta dal medico legale Raffaele Zinno, conferma l’ipotesi di un comportamento non conforme alle norme di contenzione e di una mancanza di assistenza sanitaria. La famiglia del ragazzo, rappresentata dagli avvocati Vanni Cerino, Angelo Sammarco e D’Urso, ha depositato in procura l’ipotesi di reato di tortura per gli agenti che intervennero in casa del giovane.

Violenze e contenzione fisica

La perizia di Zinno descrive una situazione in cui il dj napoletano è stato immobilizzato in una posizione scorretta, sottoposto a forti pressioni e a una colluttazione. Le condizioni fisiche del ragazzo, come la frattura delle clavicole, le fratture multiple costali e l’incisione dello sterno, indicano un’azione violenta. La mancanza di assistenza sanitaria immediata ha aggravato la situazione, portando a una gestione non adeguata. Il medico legale sottolinea che non è stata eseguita la de-esclation, cioè la messa in sicurezza del soggetto senza ulteriori disagi.

La gestione da parte degli agenti non è stata prudente.

La ricostruzione fatta dal perito Zinno corrisponde al racconto dell’amico presente in casa durante l’episodio. Il ragazzo è stato legato alle braccia posteriormente, le gambe sono state vincolate alle caviglie e mantenuto in posizione inginocchiata con il torace flesso e compresso contro il piano del letto. La pressione esercitata sul dorso ha contribuito a una serie di violenze che hanno portato alla morte. Il perito parla di «modalità di contenimento progressivamente più invasive», un termine che evoca il caso di Stefano Cucchi, un altro episodio di violenza e mancanza di rispetto per la dignità di un individuo.

Un caso simile a Cucchi

La famiglia ha depositato in procura l’ipotesi di reato di tortura, un reato introdotto dopo il caso di Stefano Cucchi. Gli avvocati sostengono che il ragazzo ha subito violenze e che la gestione da parte degli agenti non è stata prudente. La procura di Roma è decisa a dare risposte a tutti gli interrogativi che emergono da questa situazione.

La perizia conferma un comportamento non conforme alle norme di contenzione.

Il pool di avvocati ha posto interrogativi sulla gestione del caso, a partire dall’autopsia in Spagna. Solo un medico è stato presente, non è stata fatta nessuna fotografia al corpo e l’archiviazione è avvenuta in pochi giorni. La decisione di cremare il corpo per il rimpatrio ha suscitato opposizione anche da parte del padre, Giuseppe Noschese, che ha volato ad Ibiza per opporsi giudiziariamente. La procura di Roma è intenzionata a chiarire tutti i dettagli e a rispondere a ogni dubbio.

La morte di Dj Godzi ha scatenato una serie di domande su come sia stato trattato e se le violenze siano state realmente presenti. La perizia medico legale, insieme al racconto dell’amico presente, ha reso chiaro che il ragazzo è stato sottoposto a una serie di azioni non appropriate, che hanno portato a una situazione di grave rischio per la sua salute. La famiglia, con il sostegno dei legali, cerca risposte e giustizia per il caso che potrebbe diventare un nuovo episodio di violenza e mancanza di rispetto per la dignità di un individuo.