El Niño si rafforza e potrebbe raggiungere un’intensità record a dicembre

El Niño si rafforza e potrebbe raggiungere un’intensità record a dicembre, con rischi di siccità e alluvioni in diverse regioni.

El Niño, fenomeno climatico che si sta rafforzando nel Pacifico, potrebbe raggiungere un’intensità record a dicembre, con conseguenze su temperature e precipitazioni in diverse aree del pianeta. L’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) ha indicato che il fenomeno potrebbe modificare i regimi delle precipitazioni e favorire temperature superiori alla media, con maggiori rischi di siccità e alluvioni. L’effetto potrebbe durare fino al 2027, con un impatto che si estende a diverse regioni del mondo.

El Niño e i dati sul Pacifico

Secondo le previsioni dell’OMM, l’indice Niño 3.4, utilizzato per monitorare le anomalie della temperatura superficiale dell’oceano, è passato da +1,6 °C a giugno a +2,5 °C ad agosto rispetto alla media. Per il trimestre ottobre-dicembre, le stime indicano un possibile valore medio di +3,7 °C, superando nettamente il precedente record di +2,6 °C registrato tra novembre 2015 e gennaio 2016. L’organizzazione prevede inoltre una probabilità prossima al 100% che El Niño persista fino a febbraio 2027. El Niño modifica l’interazione tra oceano e atmosfera e può alterare la distribuzione delle precipitazioni, con conseguenze differenti a seconda della regione e della stagione. In alcune aree sono previste condizioni più piovose del normale, con un maggiore rischio di alluvioni; in altre, invece, potrebbero prevalere periodi più secchi, aumentando la pressione sulle risorse idriche e sull’agricoltura. Le previsioni dell’OMM per ottobre-dicembre indicano possibili precipitazioni superiori alla media in alcune zone del Corno d’Africa, dell’Asia centrale e orientale, della penisola arabica settentrionale e del Sud America sud-orientale.

El Niño e il rapporto con il cambiamento climatico

El Niño è un fenomeno naturale e non è provocato dal riscaldamento globale, ma si sviluppa in un pianeta già riscaldato dalle emissioni di gas serra. Il suo contributo può quindi sommarsi a temperature globali già elevate. L’effetto sulle condizioni europee è indiretto e meno uniforme rispetto a quelli osservati in altre aree del pianeta, perché dipende dall’interazione con altri fattori atmosferici.

Per l’Italia, El Niño non rappresenta una previsione diretta di caldo, pioggia o neve. I suoi effetti sulle condizioni locali sono indiretti e dipendono da una complessa interazione con altri fenomeni climatici. Le proiezioni stagionali possono fornire indicazioni sulle probabilità di determinate condizioni, ma non consentono di stabilire oggi come sarà ogni fase dell’inverno italiano. Non tutte le regioni subiranno gli stessi effetti e l’intensità del fenomeno, da sola, non permette di prevedere con certezza gli eventi meteorologici locali. L’OMM ha avvertito che il fenomeno potrebbe modificare i regimi delle precipitazioni e favorire temperature superiori alla media, con maggiori rischi di siccità e alluvioni in diverse aree del pianeta.