Elisabetta Ligabò: «Ho sempre saputo che Alberto era innocente»
Elisabetta Ligabò, madre di Alberto Stasi, racconta la sua convinzione di innocenza del figlio nel caso Garlasco.

Elisabetta Ligabò, madre di Alberto Stasi, ha pubblicato una lettera in cui ribadisce la sua convinzione di innocenza del figlio nel caso Garlasco. La donna, che ha vissuto quasi vent’anni di dolore, processi, carcere e attenzione mediatica, ha espresso la sua posizione con fermezza e senza rancore. La lettera, scritta per il programma di approfondimento “Verità Nascoste”, ripercorre le sofferenze e i ricordi legati alla vicenda, ma anche la sua determinazione a credere nell’innocenza di Alberto Stasi.
La convinzione di una madre
Elisabetta Ligabò ha sottolineato come il tempo non riesca a cancellare certe vicende. “Ci sono cose che il tempo non riesce a portare via”, ha scritto, ricordando come nemmeno il ritorno alla normalità, tra lavoro e impegni quotidiani, abbia potuto cancellare ciò che è accaduto. La madre di Alberto ha raccontato di aver vissuto anni di isolamento e giudizio, spesso sentendo intorno a sé il pensiero che “se un figlio arriva davanti a un giudice, allora un motivo ci sarà”. Tuttavia, ha ribadito con forza: “Ho sempre saputo che Alberto era innocente e se avessi avuto un solo dubbio sarei stata la prima a portarlo ad assumersi le sue responsabilità”.
La vita spezzata e la condanna
La lettera ripercorre un momento particolarmente duro della sua vita: la morte del marito, Nicola Stasi, nel 2013, e poco più di un anno dopo, la condanna in appello di Alberto Stasi a 16 anni di reclusione, divenuta definitiva l’anno successivo. “È come vedere la tua vita andare in frantumi”, ha scritto Ligabò, ricordando quel periodo. La perdita del marito e la condanna del figlio hanno cambiato radicalmente la sua vita: la famiglia che aveva conosciuto fino a quel momento non esisteva più nella stessa forma. Da lì iniziò una nuova quotidianità, fatta di visite, telefonate e della volontà di restare vicina ad Alberto nonostante la distanza imposta dalla detenzione.
La donna ha anche espresso orgoglio per l’uomo che Alberto è diventato, augurandogli un futuro diverso. Nella lettera, però, non manca il ricordo di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli. Ligabò ha sottolineato che il passare degli anni non può cancellare la tragedia e ha scritto: “Quello che è accaduto resta una tragedia e il pensiero non può che andare anche a questo”.
Il messaggio arriva in un momento in cui il caso Garlasco è tornato al centro dell’attenzione dopo la riapertura delle indagini che coinvolgono Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, già indagato e archiviato in passato. La nuova inchiesta, allo stato attuale, non modifica la posizione giudiziaria di Alberto Stasi, la cui condanna definitiva resta valida. Le nuove indagini hanno riportato l’interesse anche sulla famiglia Stasi. Ligabò ha raccontato di aver notato un cambiamento nelle ultime settimane: dopo anni di dolore vissuti quasi in solitudine, dice di ricevere oggi saluti, incoraggiamenti e parole gentili persino da persone che non conosce. Per lei si tratta di gesti importanti, ma non di una rivincita.
La madre di Stasi afferma di non aver mai affrontato questa storia con rancore e di aver cercato di mantenere un atteggiamento composto. Nelle ultime righe, concentra quello che considera il senso più profondo della sua lettera: “Perché in fondo la verità trova sempre la sua strada, anche quando sembra impossibile”, una frase che riflette la sua convinzione personale e non una conclusione giudiziaria sulla vicenda. Dopo quasi vent’anni tra processi, carcere, lutti familiari e attenzione mediatica costante, Elisabetta Ligabò chiude la sua lettera senza parlare di vendetta. Il desiderio che esprime è più semplice: riuscire finalmente a vivere “con un po’ di pace nel cuore”. Mentre il caso Garlasco continua a produrre nuovi sviluppi, la sua posizione non cambia: Alberto Stasi, sostiene ancora oggi, non ha ucciso Chiara Poggi.
