ENI raddoppia utile a 2,3 miliardi, alza buyback a 3,4 miliardi e punta al dividendo straordinario
ENI annuncia utile netto raddoppiato a 2,3 miliardi, alza buyback a 3,4 miliardi e valuta dividendo straordinario in ottobre.

ENI raddoppia utile netto a 2,3 miliardi grazie a performance solida
Il colosso petrolifero ENI ha reso noti i risultati del secondo trimestre 2026, con un utile netto adjusted che ha superato di gran lunga le aspettative, raddoppiando a 2,3 miliardi di euro. I numeri, commentati dal CEO Claudio Descalzi, testimoniano una crescita sostenuta del portafoglio e una strategia di remunerazione degli azionisti in linea con gli obiettivi fissati. L’utile netto è stato registrato a 2,3 miliardi, un incremento del 100% rispetto allo stesso periodo del 2025. La performance si basa su una solida gestione dei margini e su una crescita della produzione, che ha registrato un aumento del 11% su base omogenea, a 1,79 milioni di barili equivalenti al giorno.
La crescita della produzione è attribuibile all’entrata a regime di nuovi progetti in Africa Occidentale, nel Golfo d’America, in Norvegia e in Indonesia. Questi progetti, insieme alla performance della E&P, di GGP e dei satelliti della transizione energetica, hanno contribuito a un EBIT proforma adjusted di 5,38 miliardi, il doppio rispetto al trimestre precedente.
Buyback aumentato a 3,4 miliardi, in linea con la politica di distribuzione
ENI ha incrementato il piano di buyback per il 2026 a 3,4 miliardi di euro, un aumento del 20% rispetto alla previsione iniziale di 2,8 miliardi. La decisione è in linea con la politica di distribuzione agli azionisti, che prevede di allocare il 60% dei maggiori risultati rispetto al budget, che prevedeva un cash flow di 11,5 miliardi. Il piano di riacquisto di azioni proprie è stato rivisto al rialzo, con un incremento di 600 milioni di euro, portando il totale a 3,4 miliardi.
Il buyback rappresenta un incremento di oltre il doppio rispetto alla previsione iniziale di 1,5 miliardi. L’azienda ha anche rivisto al rialzo la guidance per la produzione del 2026, prevedendo una crescita del 5% su base omogenea. Questo aumento è supportato da una generazione di cassa ricorrente, che permetterà a ENI di mantenere una struttura patrimoniale robusta, con un rapporto di indebitamento pro forma al minimo storico del 10%.
Dividendo straordinario in discussione a ottobre, in base a scenari di mercato
L’azienda ha annunciato che nel mese di ottobre deciderà se attivare un dividendo straordinario, in linea con la politica di remunerazione comunicata al mercato. Il dividendo straordinario potrebbe essere attivato se i prezzi del Brent superano i 90 dollari al barile o se i margini di raffinazione aumentano del 50% rispetto al budget. In tal caso, il 100% dell’incremento del CFFO (cash flow from operations) sarebbe distribuito come dividendo straordinario nell’ultimo trimestre. Il dividendo ordinario per il 2026 è stato fissato a 1,1 euro per azione, in aumento del 5% rispetto al 2025. La decisione di incrementare il buyback e valutare un dividendo straordinario riflette la strategia di ENI di massimizzare la remunerazione agli azionisti, in un contesto di mercato favorevole e di crescita sostenuta.
Struttura patrimoniale robusta e investimenti organici in aumento
Il flusso di cassa adjusted di ENI nel secondo trimestre è stato pari a 4,47 miliardi di euro, finanziando investimenti organici per 1,84 miliardi. L’indebitamento finanziario netto si è attestato a 11,3 miliardi a fine giugno 2026, con un gearing proforma al limite inferiore dell’intervallo previsto (10-15%). La struttura patrimoniale robusta permette a ENI di mantenere un equilibrio tra crescita e solidità finanziaria, anche in un contesto di mercato volatili. La politica di distribuzione degli utili agli azionisti è diventata un pilastro della strategia di ENI, con un focus su remunerazione significativa e condivisione dei benefici. L’azienda ha anche rivisto al rialzo la previsione annuale di generazione di cassa, che si attesta a 15 miliardi di euro, sulla base di un scenario aggiornato del prezzo del Brent a 85 dollari al barile. Questi numeri confermano la capacità di ENI di generare valore per i suoi azionisti, anche in un contesto di mercato complesso.
