Ennio Simeone, il direttore che ha formato una generazione

Ennio Simeone, direttore di un giornale calabrese, ha formato una generazione di giornalisti.

Un giornale calabrese e un direttore che ha formato una generazione di giornalisti
Un giornale calabrese e un direttore che ha formato una generazione di giornalisti

Ennio Simeone, il direttore che ha formato una generazione di giornalisti, ha lasciato un’impronta indelebile sul giornalismo calabrese e lucano. Arrivato in Calabria alla fine degli anni Novanta, ha portato con sé il rigore e la passione per il mestiere che aveva coltivato per oltre quarant’anni. Con la sua leadership, ha trasformato un giornale nato in un garage in un’istituzione editoriale indipendente, costruendo un modello di qualità e integrità. Oggi, dopo una vita dedicata al giornalismo, il suo lavoro continua a influenzare chi ha avuto il privilegio di imparare da lui.

Un maestro di giornalismo e di misura

Ennio Simeone non si limitava a dirigere un giornale: era un maestro, un formatore, un mentore. Con la stessa pazienza con cui insegnava ai cronisti di prima nomina, ha guidato una generazione di editori e giornalisti, insegnando loro non solo a scrivere, ma a pensare, a verificare e a rispettare il lettore. La sua autorevolezza non era basata su urla o autorità, ma su competenza e serietà, qualità che ha trasformato il giornalismo in una missione, non un lavoro. Per quello che hai dato a questo giornale, a questa terra, ai suoi giornalisti.

Un’esperienza unica in Calabria

Arrivato in Calabria per una circostanza che sembrava scritta da un romanziere, Ennio ha trovato una regione affamata di informazione e un giornale nato in un garage. Con il sostegno del principe Carlo Caracciolo, ha scelto di non fermarsi, ma di costruire. Il Quotidiano decollò sotto la sua guida, portando il rigore delle grandi redazioni in una terra che i giornali nazionali avevano raccontato solo per le sue ferite. La sua visione era chiara: informazione verificata, rispetto per il lettore, e una scuola di giornalismo che non esisteva in quelle regioni.

La sua passione per il giornalismo non si è mai spenta. Anche quando ha lasciato la direzione dei giornali locali nel 2007, non ha smesso di scrivere e di dirigere. Con un gruppo di editori, ha fondato il Quotidiano della Sera a Roma, un’esperienza coraggiosa e romantica, che ha portato il giornalismo in una nuova dimensione. La sua dedizione ha reso il giornale un’opera non solo di informazione, ma di civiltà. Ha formato una generazione intera in due regioni senza scuole di giornalismo.

Ennio Simeone è stato molto più di un direttore: è stato un mentore, un consigliere, un custode di un’idea di equilibrio tra impresa e missione editoriale. Il giornale che oggi saluta con le sue edizioni, i suoi cronisti nei consigli comunali, la sua voce libera, è anche opera sua. E lo resterà. A chi lo ha conosciuto, a chi ha imparato da lui, e a chi lo ricorda con affetto, va l’abbraccio di tutta la comunità del giornale.

  • Ennio Simeone, direttore di un giornale calabrese, ha formato una generazione di giornalisti.
  • Ha portato il rigore del giornalismo in una regione affamata di informazione.
  • Ha fondato il Quotidiano della Sera a Roma, un’esperienza coraggiosa e romantica.