Eolico a San Vito sullo Ionio, sindaci e operatori turistici chiedono coerenza a Occhiuto

Sindaci e operatori turistici della Calabria chiedono al presidente Occhiuto di difendere il modello di sviluppo sostenibile del Cammino Kalabria coast to coast.

Sindaci e operatori turistici della Calabria manifestano contro l'impianto eolico a San Vito sullo Ionio, chiedendo coerenza con il modello di sviluppo sostenibile
Sindaci e operatori turistici della Calabria manifestano contro l’impianto eolico a San Vito sullo Ionio, chiedendo coerenza con il modello di sviluppo sostenibile

La Regione Calabria è sotto pressione da parte di sindaci e operatori turistici che chiedono al presidente Roberto Occhiuto di difendere il modello di sviluppo sostenibile del Cammino Kalabria coast to coast. Il dibattito riguarda il progetto di parco eolico “San Vito sullo Ionio”, che ha visto il ricorso al Tar di Catanzaro annullare un decreto che aveva bloccato il progetto. I territori coinvolti, tra i comuni del Catanzarese e del Vibonese, temono che l’impianto possa mettere a rischio un modello di turismo lento e sostenibile, basato su una filiera locale che ha visto crescere attività come agriturismi, piccoli alberghi e punti di ristoro. La lettera dei sindaci e degli operatori turistici inviata a Occhiuto sottolinea l’importanza di una coerenza tra le politiche regionali e le azioni concrete, in un contesto in cui la Calabria è promossa come “straordinaria” ma rischia di perdere la sua integrità ambientale e sociale.

Un modello di sviluppo che non consuma la terra

Il Cammino Kalabria coast to coast, che attraversa le Serre, è diventato un simbolo di turismo lento e sostenibile, in grado di generare reddito per decine di famiglie locali. L’impianto eolico, se realizzato, potrebbe alterare irreversibilmente l’equilibrio ambientale e sociale del territorio. I sindaci e gli operatori turistici sostengono che il progetto non rispetta il concetto di “green” e che, anzi, rappresenta una forma di speculazione economica che privilegia interessi esterni a danno dei cittadini. Con fatica e con mezzi propri, abbiamo contribuito a costruire una filiera turistica reale. «Qualcosa che porta ogni anno migliaia di visitatori a camminare, dormire, mangiare e spendere in questi territori». Il modello di sviluppo che si sta sviluppando non consuma la terra, ma la abita e la valorizza, e proprio ora che comincia a dare frutti, vediamo prevalere una logica opposta.

Un paradosso tra promozione e azione

La lettera degli operatori turistici sottolinea un paradosso: mentre la Regione promuove la Calabria come una destinazione autentica e genuina, permette la realizzazione di un progetto che potrebbe distruggere proprio ciò che rende possibile quella narrazione. Stiamo parlando dell’ipocrisia di chiamare “green” un intervento che devasta un crinale di faggete secolari. L’impianto eolico, previsto a ridosso del Parco Regionale delle Serre, minaccia un’area già sensibilizzata per la sua integrità ambientale. «Un paradosso reso ancora più evidente dai pareri negativi con cui la stessa Regione ha già bloccato progetti simili proprio all’interno dell’area delle Serre», aggiungono. La realizzazione dell’impianto non rappresenterebbe una transizione ecologica, ma una sostituzione di un ecosistema economico lento e diffuso con un’operazione industriale che porterà profitto altrove.

La lettera chiede al presidente Occhiuto di scegliere da che parte stare, con coerenza e senza ambiguità. «Se la Calabria che la Regione promuove nei suoi materiali istituzionali, nelle fiere del turismo, nelle campagne per il rientro dei giovani è la stessa Calabria che vogliamo continuare a costruire, allora questa coerenza deve tradursi in atti concreti», scrivono. Tra questi, l’appello alla sentenza del Tar di Catanzaro che ha annullato la decadenza dell’Autorizzazione Unica e la difesa del decreto n. 13920 del 3 ottobre 2024, che aveva correttamente bloccato il progetto. «Non chiediamo un favore – conclude la lettera –. Chiediamo che le parole pronunciate per attrarre viaggiatori, investimenti e giovani nella nostra terra non vengano smentite dai fatti proprio nel luogo dove quelle parole si sono già fatte impresa, lavoro, futuro».

La pressione dei sindaci e degli operatori turistici si intensifica con la prossima marcia tra i boschi, organizzata il 2 agosto lungo il tracciato del Cammino Kalabria coast to coast. L’evento, promosso da associazioni come Controvento Calabria, Terra e libertà e Kalabria Trekking, sarà un momento di sensibilizzazione e riflessione per provare a fermare un progetto che, se realizzato, potrebbe segnare la fine di un modello virtuoso di sviluppo sostenibile. La Calabria che la Regione promuove non può essere smentita dai fatti. «La coerenza deve tradursi in azioni concrete, non in parole vuote».