Ergastolo confermato per Oseghale nel processo Mastropietro
Ergastolo confermato per Oseghale per omicidio e violenza sessuale di Pamela Mastropietro

La Corte d’Assise d’appello di Perugia ha confermato l’ergastolo per Innocent Oseghale, il nigeriano accusato di aver ucciso e fatto a pezzi Pamela Mastropietro, diciottenne scappata da una comunità di recupero a Corridonia. L’omicidio, avvenuto tra il 29 e il 30 gennaio 2018 a Macerata, è stato riconosciuto come reato aggravato per la violenza sessuale subita dalla vittima. La sentenza, pubblicata il 22 febbraio 2023, ha soddisfatto i genitori di Pamela, che temevano un eventuale sconto di pena se l’elemento della violenza non fosse stato riconosciuto.
Violenza sessuale e omicidio aggravati
Oseghale, pusher conosciuto per attività illecite, aveva incontrato Pamela poco prima che scappasse da una comunità di recupero. Nella sua fuga, la ragazza cercava di procurarsi droga e si è trovata in contatto con il nigeriano. Il corpo di Pamela è stato trovato smembrato all’interno di due valigie abbandonate in un piccolo fossato a pochi chilometri dalla città. La Procura Generale aveva chiesto di riconoscere l’aggravante per la violenza sessuale, un elemento cruciale per la condanna all’ergastolo. La Corte d’Assise d’appello ha accolto questa tesi, confermando la pena massima per l’omicidio e la violenza sessuale.
Processo e ricorso in Cassazione
Il processo di appello, che riguardava solo il reato di violenza sessuale, è stato trasmesso a Perugia per questioni procedurali. La Cassazione aveva già definitivamente confermato la condanna all’ergastolo per l’omicidio della ragazza. Oseghale, assente in aula, ha visto i suoi avvocati annunciare il ricorso in Cassazione dopo la pubblicazione delle motivazioni della Corte. I genitori di Pamela, Stefano Mastropietro e Alessandra Vemri, hanno espresso soddisfazione per la sentenza, che ha riconosciuto pienamente la gravità dei fatti.
Nel servizio di Massimo Solani, sono state intervistate le famiglie della vittima e il loro legale, Marco Valerio Vemri, che ha sottolineato l’importanza della condanna per il rispetto della giustizia. La vicenda, che ha scosso l’opinione pubblica, rappresenta un caso emblematico di violenza sessuale e omicidio aggravato, con conseguenze devastanti per la vittima e la sua famiglia.
La sentenza conferma l’ergastolo per Oseghale, ma i suoi avvocati hanno già annunciato il ricorso in Cassazione, cercando di contestare la gravità dei reati. La famiglia di Pamela, pur soddisfatta, attende con preoccupazione l’esito del ricorso, che potrebbe aprire nuovi dibattiti sulle condanne per violenza sessuale e omicidio.
La Corte d’Assise d’appello ha accolto la tesi della Procura Generale, che aveva chiesto di riconoscere l’aggravante per la violenza sessuale. La sentenza, pubblicata il 22 febbraio 2023, ha confermato l’ergastolo per Oseghale, che è rimasto assente in aula. La famiglia di Pamela, Stefano Mastropietro e Alessandra Vemri, ha espresso soddisfazione per la condanna, che ha riconosciuto pienamente la gravità dei fatti.
Il processo di appello, che riguardava solo il reato di violenza sessuale, è stato trasmesso a Perugia per questioni procedurali, dopo che la Cassazione aveva definitivamente confermato la condanna all’ergastolo per l’omicidio della ragazza. La vicenda rimane un caso di grande rilevanza per la giustizia italiana e per la lotta contro la violenza di genere.
