La funivia di Monteviasco riaperta dopo 8 anni è ancora chiusa: “Vogliamo vivere qui”
La funivia di Monteviasco, riaperta dopo 8 anni, è nuovamente chiusa. La comunità esprime preoccupazione per le conseguenze.
La funivia di Monteviasco, riaperta dopo 8 anni di stop nell’agosto del 2025, è nuovamente chiusa e la comunità che vive nel borgo esprime preoccupazione e frustrazione. La chiusura, che durerà fino al termine di ottobre, ha creato difficoltà per residenti, attività commerciali, associazioni e chi frequenta il borgo. La comunità, che ha sempre creduto nella riapertura, ora chiede attenzione alle conseguenze della prolungata assenza dell’impianto.
Chiusura prolungata e mancanza di preavviso
La funivia è stata chiusa a settembre per la revisione quinquennale, con una riapertura inizialmente prevista per l’inizio di ottobre. Tuttavia, una comunicazione arrivata soltanto pochi giorni prima della chiusura ha reso estremamente difficile per le attività organizzarsi e tutelare gli impegni economici già assunti. L’associazione Monteviasco Borgo e Natura APS ha sottolineato come un preavviso adeguato avrebbe permesso di programmare diversamente il lavoro, il personale, le forniture e gli impegni già presi con la clientela.
La mancanza di preavviso ha creato un disastro per le attività locali.
Monteviasco è raggiungibile a piedi attraverso 1.442 gradini: una cosa è percorrerli con calma, senza pesi; un’altra è affrontarli dovendo portare la spesa, gli alimenti e tutto ciò che serve per la vita quotidiana. Per chi ha difficoltà motorie o non può affrontare i 1.442 gradini, non si tratta quindi di un semplice disagio, ma di una difficoltà concreta nell’accesso alle cure e alle necessità essenziali.
Difficoltà quotidiane e accesso sanitario
La chiusura ha creato difficoltà anche sul piano sanitario. Alcune persone avevano rinviato visite specialistiche e controlli medici, contando sulla riapertura della funivia. Oggi, con il protrarsi della chiusura, non possono più rimandare e si trovano a dover affrontare il problema di raggiungere la valle. La questione riguarda anche la possibilità di ricevere tempestivamente farmaci o altri beni necessari per la salute, che in condizioni normali possono essere portati a Monteviasco attraverso la funivia o la teleferica.
La mancanza di accesso ha reso impossibile per molte persone il rispetto delle scadenze sanitarie.
A Monteviasco non sono presenti contatori individuali e viene applicata una quota fissa per famiglia, che riteniamo nettamente sproporzionata rispetto al servizio ricevuto. Fino a qualche tempo fa l’acqua delle abitazioni era regolarmente utilizzata come acqua potabile; negli ultimi tempi, invece, sono state segnalate problematiche sempre più rilevanti relative alla sua qualità, tanto che per l’acqua da bere è necessario acquistare bottiglie e trasportarle fino al borgo. Non si tratta quindi soltanto di un disagio personale, ma di conseguenze economiche concrete che ricadono su chi, dopo anni di difficoltà, aveva scelto di investire nuovamente nel borgo. Anche diversi interventi di manutenzione nelle abitazioni erano stati programmati contando sulla riapertura della funivia e rischiano ora di essere nuovamente rimandati. La comunità chiede che, insieme alla sicurezza dell’impianto, si occupi anche delle persone che da settimane vivono le conseguenze della sua assenza. Non si chiede privilegi, ma semplicemente di poter continuare a vivere Monteviasco. La comunità, con determinazione, continuerà a difendere il borgo, per rispetto di chi lo ha costruito e custodito prima di loro, per rispetto dei loro avi, della loro storia e di ciò che Monteviasco rappresenta. Perché ciò che abbiamo ricevuto in eredità non vogliamo semplicemente conservarlo: vogliamo avere la possibilità di consegnarlo vivo a chi verrà dopo di noi.
