La giornalista russa espulsa dalla Francia per diffusione di propaganda

La Francia espelle una giornalista russa per accuse di diffusione di propaganda. Xenia Fedorova, ex direttrice di RT France, è accusata di influenzare l’opinione pubblica.

Una giornalista russa viene espulsa dalla Francia per accuse di diffusione di propaganda. L'obbligo di dimora e presentazione quotidiana in commissariato
Una giornalista russa viene espulsa dalla Francia per accuse di diffusione di propaganda. L’obbligo di dimora e presentazione quotidiana in commissariato

La giornalista russa espulsa per accuse di diffusione di propaganda

La Francia ha ordinato l’espulsione di Xenia Fedorova, ex direttrice dell’emittente statale russa RT France, accusata di diffondere propaganda russa. Il governo francese ha revocato il suo permesso di soggiorno e ha emesso un decreto che la considera una minaccia per l’ordine pubblico. La decisione, annunciata il 29 luglio, è stata notificata all’avvocato di Fedorova, Emmanuel Piwnica, che ha annunciato che presenterà immediatamente ricorso. La giornalista, 45 anni, vive in Francia da quasi dieci anni e ha lavorato per testate legate al gruppo di Vincent Bolloré, tra cui CNews e Europe 1.

La sua attività è stata considerata un’azione di disinformazione promossa da Mosca. Secondo il provvedimento ministeriale, Fedorova, attraverso le sue ricostruzioni e interventi, si è inserita nel quadro delle campagne di disinformazione orchestrate dalle autorità russe, con l’obiettivo di destabilizzare l’ordine pubblico in Francia. Il decreto attribuisce a lei un ruolo nella circolazione di contenuti che mirano a manipolare l’opinione pubblica e a indebolire la fiducia dei cittadini europei, in particolare di quelli francesi, nelle istituzioni.

Un passato legato a RT France e all’informazione russa

Fedorova è stata scelta nel 2017 per dirigere la redazione francese di Russia Today, emittente finanziata dallo Stato russo e considerata dalle autorità francesi uno strumento di influenza del Cremlino. Dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina, iniziata nel febbraio del 2022, l’Unione europea ha vietato la diffusione di RT e di altri mezzi di informazione controllati da Mosca, accusati di sostenere la guerra attraverso la disinformazione. RT France ha cessato le proprie attività, ma Fedorova è rimasta in Francia e ha trovato spazio in testate legate a Bolloré. È diventata una commentatrice frequente di CNews e di Europe 1, scrive per Le Journal du Dimanche e ha condotto un programma dedicato ai valori cristiani.

Le sue interpretazioni della guerra in Ucraina coincidono con quelle diffuse dalle autorità russe. Fedorova ha attribuito all’allargamento della NATO e alle politiche europee una parte rilevante della responsabilità per il conflitto, ha descritto la Russia come interessata a raggiungere la pace e ha accusato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky di guidare un paese corrotto e incapace di vincere la guerra. In altre occasioni ha utilizzato l’espressione adottata dal Cremlino, “operazione speciale”, per riferirsi all’invasione.

Reazioni e contesto politico

La crescente visibilità di Fedorova aveva provocato da mesi discussioni nella politica francese. A maggio la presidente del gruppo liberale Renew al Parlamento europeo, Valérie Hayer, aveva chiesto all’autorità francese per la regolamentazione dei mezzi audiovisivi di valutare se le ripetute apparizioni di Fedorova fossero compatibili con gli obblighi di correttezza dell’informazione. Alcuni eurodeputati avevano inoltre sollecitato, senza successo, il suo inserimento nelle sanzioni europee contro personalità legate alla Russia. Il ministro degli Esteri francese Barrot l’aveva definita una «propagandista dichiarata che funge da tramite per la disinformazione del Cremlino». A giugno il presidente Emmanuel Macron aveva ricordato che già nel 2017 considerava RT France un organo della propaganda statale russa, aggiungendo che da allora la sua valutazione non era cambiata. Le Monde aveva rivelato il rinnovo, nel 2024, del titolo di soggiorno di Fedorova per dieci anni. La decisione aveva suscitato critiche e imbarazzo nel governo.

Le conseguenze e le reazioni dei gruppi editoriali

Il ministro dell’Interno ha precisato che il rilascio di un permesso di soggiorno non impediva successivi provvedimenti in presenza di minacce per l’ordine pubblico. Con l’ordine di espulsione, il titolo di soggiorno di Fedorova non è più valido e la giornalista non può lavorare in Francia. È sottoposta all’obbligo di dimora nel suo appartamento di Parigi e deve presentarsi ogni giorno in commissariato. Può lasciare volontariamente il territorio francese, mentre l’esecuzione forzata del rimpatrio potrebbe essere complicata dalla sostanziale interruzione della cooperazione consolare tra Parigi e Mosca. Canal+ e Lagardère, i gruppi proprietari delle principali testate con cui collabora, hanno espresso pieno sostegno alla commentatrice. Hanno definito il provvedimento «una violazione particolarmente grave della libertà di espressione e del pluralismo delle opinioni». La giornalista è considerata una figura chiave nel dibattito pubblico francese, e la sua espulsione ha suscitato reazioni da parte di editori e opinion maker. La sua autobiografia, intitolata “Bannie”, è stata pubblicata da Fayard, appartenente al gruppo Lagardère.