Incontro con padre Kizito a Lecco, inaugurata la mostra “Kibera Vive!”
Incontro con padre Kizito a Lecco, mostra “Kibera Vive!” inaugurata al centro civico di Germanedo.
Oggi pomeriggio a Lecco si è svolto un incontro emozionante e partecipato con padre Renato Kizito Sesana, missionario lecchese che da cinquant’anni vive nel più grande slum dell’Africa, Kibera. L’incontro, preceduto dall’inaugurazione della mostra “Kibera Vive!”, ha visto la partecipazione di numerose figure locali, tra cui il sindaco Filippo Boscagli e l’assessore Lorella Cesana. La mostra, allestita al centro civico Sandro Pertini di Germanedo, sarà visitabile fino al 4 dicembre, con orari che vanno dalle 14 alle 18 dal lunedì al giovedì e dalle 16 alle 18 il venerdì.
Un’esperienza di vita e speranza
Padre Kizito, che ha trascorso cinquant’anni in Kenya, ha raccontato la sua vicinanza ai più vulnerabili, dai bambini di strada alle nuove forme di sfruttamento. “Anche in situazioni che per noi sono disperate, loro sono capaci di sorridere perché hanno dentro una grandissima voglia di vita”, ha detto. La sua attenzione si è estesa nel tempo a diverse forme di emarginazione e violazione dei diritti umani, compreso il traffico di persone. La mostra, che mette in luce il doppio volto di Kibera – tra degrado e voglia di riscatto – è frutto di un lavoro che unisce fotografia e scrittura per raccontare una realtà complessa.
La mostra è frutto della collaborazione tra Bruno Zanzottera, fotografo che ha catturato le immagini di una realtà affollata e complessa, e Anna Pozzi, giornalista e autrice dei testi. L’evento ha visto la partecipazione del presidente delle Acli Provinciali di Lecco, Giuseppe Elia, e di Andrea Salvalaggio, che hanno portato i loro saluti. Al termine dell’incontro, è stata inaugurata la mostra e si è svolta una visita guidata accompagnata dai volontari dell’associazione Amani ETS, che hanno partecipato a un campo di incontro a Nairobi lo scorso anno.
La collaborazione tra artisti e comunità
La mostra non si limita a documentare la situazione di Kibera, ma si propone come un’esperienza di collaborazione e protagonismo. Musica, danza, teatro e arte diventano parte del racconto di una comunità in cui emergono talenti e iniziative nate da necessità e creatività. La mostra è un’occasione per riflettere su una realtà che, nonostante le sfide, mostra una forte volontà di riscatto. La mostra è accessibile al pubblico fino al 4 dicembre, con possibilità di prenotare visite guidate contattando lecci@acli.it. La mostra rappresenta un ponte tra due mondi, tra l’Africa e l’Italia, tra la sofferenza e la speranza. La volontà di vita dei bambini e dei giovani di Kibera è un messaggio di forza e resilienza.
