L’amore immortale: una rilettura moderna del mito dell’opera

Alexandre Castagnetti presenta un’opera ispirata al romanzo di Gaston Leroux, in concorso alla Festa del Cinema di Roma.

L’amore immortale, il film diretto da Alexandre Castagnetti e ambientato all’Opéra di Parigi, è in concorso alla XXIa Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public. Il lavoro, ispirato al romanzo di Gaston Leroux, si distingue per una rilettura moderna e popolare del mito dell’opera, mescolando generi e stili in un’esperienza cinematografica che si propone come spettacolo totale. Il film, intitolato in Italia L’amore immortale, si colloca nel crocevia di ispirazioni letterarie, cinematografiche e performative, con un tono morbido e distante da qualsiasi choc visivo.

Un’opera maledetta e un regista ambizioso

Il film si basa su una leggenda, quella di un giovane pianista, Ernest, rimasto sfigurato in un incendio all’Opéra Le Peletier, e che avrebbe perso la sua amata. Questa storia, da cui sembra derivare il romanzo di Leroux, è stata rielaborata da Castagnetti, immaginando che oggi sia stata rintracciata l’originaria opéra-ballet composta da Ernest Dupré, dedicata al mito di Orfeo ed Euridice. L’ambizioso regista teatrale James Figueras ha intenzione di metterla in scena per intero, nonostante la maledizione che pende sul testo. Il film si propone quindi come una vera e propria riscrittura, che unisce pastiche e variazione, senza riprodurre fedelmente il romanzo originale.

Il mito si rinnova con una visione moderna. Castagnetti non si limita a riproporre il romanzo, ma lo rielabora in un contesto contemporaneo, mescolando elementi di diversi generi e stili. L’opera, che si colloca tra il drammatico, il fantasy e il sentimentale, si propone come una novità per il pubblico più generalista, in grado di soddisfare ogni tipo di gusto. Il regista, che ha anche scritto la sceneggiatura insieme a Camille Fontaine, si ispira a una lunga tradizione cinematografica, ma si distingue per un gusto medio, calligrafico e tirato a lucido, che si sposa con un’attenzione al mercato globale.

Un’esperienza di spettacolo totale

Il lavoro di Castagnetti si colloca all’incrocio di diverse tradizioni artistiche, mescolando il mito di Orfeo, l’opera di Leroux e venature da Eva contro Eva, ispirate al film di Joseph L. Mankiewicz del 1950. La rivalità femminile nel mondo dello spettacolo, con giochi di crudeltà e maschere, è un tema ricorrente, che si riflette nella figura di Anastasia, giovane ballerina che si trasforma da timida a determinata. Il film si distingue per una forte componente coreografica, con lunghe parentesi performative che culminano in un vero spettacolo nello spettacolo.

Un mix di generi che si propone come novità. Nonostante la leggerezza della componente horror, il film si avvale anche di elementi di giallo e di romance gotico, in un mix di generi che si propone come una novità per il pubblico più generalista. La durata di quasi 140 minuti si colloca tra il drammatico, il fantasy e il sentimentale, cercando di soddisfare ogni tipo di pubblico, dai teenager agli adulti. L’opera, prodotta da Full Dawa e SND, è distribuita da 01 Distribution e si presenta come un’esperienza di spettacolo totale, in grado di catturare l’immaginario di un’epoca in cui il cinema si evolve verso forme di fruizione sempre più accessibili e multimediali.

Deva Cassel, protagonista centrale del film, si dimostra funzionale al ruolo, con una performance che ricorda le eroina d’altri tempi. Bella come un’ étoile, palpitante come un’eroina d’altri tempi, la sua interpretazione si sposa con la visione di Castagnetti, che si propone come una rilettura moderna del mito dell’opera. L’amore immortale, come suggerisce il titolo, è un’esperienza che attraversa i secoli, un’opera che non muore, ma si rinnova con ogni nuova interpretazione.

  • Titolo: L’amore immortale
  • Regia: Alexandre Castagnetti
  • Sezione: Grand Public, Festa del Cinema di Roma
  • Genere: drammatico, fantasy, sentimentale