L’Italia e la Spagna si scontrano su Schengen, Bruxelles chiede equilibrio
L’Italia e la Spagna si scontrano su Schengen, Bruxelles chiede equilibrio e controllo delle frontiere.

L’Italia e la Spagna si trovano in un momento di tensione sul tema della gestione delle frontiere e della regolarizzazione dei migranti, con il rischio di un’escalation che potrebbe coinvolgere altre istituzioni dell’Unione europea. L’ex funzionario europeo Jim Cloos, segretario generale della Tepsa, ha sottolineato che la situazione si sta spostando dalla logica giuridica a una dimensione politica, con rischi di espansione a altri dossier. La Commissione europea, però, è chiamata a intervenire per evitare un ulteriore scivolamento. La crisi di Ceuta ha reso più complessa la situazione, con attacchi esterni alle frontiere e una gestione delle istituzioni che non sembra allineata.
La crisi di Ceuta ha reso il dibattito più acceso
Jim Cloos ha spiegato che la crisi di Ceuta ha portato a un confronto più acceso tra Italia e Spagna, con un atteggiamento di difesa dei propri interessi che rischia di estendersi ad altri temi. L’ex funzionario ha sottolineato che la questione non è solo politica, ma anche giuridica, e che la priorità dovrebbe essere la collaborazione per risolvere il problema. Tuttavia, l’attacco esterno alle frontiere ha reso la situazione più complessa, con un rischio di escalation che potrebbe coinvolgere altre istituzioni europee.
La gestione delle frontiere non è solo un problema bilaterale
Secondo Cloos, la gestione delle frontiere non è più solo un problema bilaterale tra Italia e Spagna, ma un tema che coinvolge l’intera Unione europea. L’ex funzionario ha sottolineato che la Commissione europea, nonostante le limitazioni politiche, deve intervenire per mantenere l’equilibrio e evitare che la situazione si faccia più complicata. L’istituzione deve ricordare le regole e parlare direttamente con i due governi, ma anche il Coreper, il comitato che riunisce gli ambasciatori dei 27, può contribuire a calmare le acque.
La Commissione non deve partecipare a giochi politici
Cloos ha chiarito che la Commissione europea non deve partecipare a giochi politici, ma deve difendere l’interesse comune e operare nel rispetto dei Trattati. L’istituzione, però, non ha le mani legate, e può ricordare le regole e parlare direttamente con i due governi. L’ex funzionario ha anche sottolineato che l’Unione è un enorme esercizio negoziale, e che esiste sempre la possibilità che si creino collegamenti tra dossier diversi. Tuttavia, Cloos ha avvertito che esistono forze che vogliono indebolire l’Unione europea e che usano il tema delle migrazioni per fare pressione.
La situazione tra Italia e Spagna, se non risolta in modo equilibrato, potrebbe diventare un problema strutturale per l’Unione europea. Cloos ha sottolineato che i conflitti nazionali entrano sempre più spesso nelle istituzioni europee, ma l’Unione, come sistema di pesi e contrappesi, deve preservare il dialogo e evitare che le passioni politiche si trasformino in conflitti irreparabili. La soluzione, secondo l’ex funzionario, passa attraverso un confronto diretto tra i leader, piuttosto che attraverso lettere aperte o tweet.
