Leader di Pd, M5s e Avs chiedono stop al commercio con le colonie israeliane
Leader di Pd, M5s e Avs chiedono al governo di fermare il commercio con le colonie israeliane
Leader del Pd, del M5s e dell’Avs hanno espresso durante un evento a Roma un forte appello al governo italiano per un cambio di rotta nella politica estera verso Israele, chiedendo di fermare il commercio con le colonie israeliane. I rappresentanti di queste forze politiche hanno sottolineato la necessità di un impegno concreto per il rispetto del diritto internazionale e per la protezione dei diritti dei palestinesi. La protesta è arrivata in un momento in cui le violenze dei coloni continuano a causare morti e distruzione a Gaza, e i leader hanno criticato l’assenza del governo italiano in un contesto di crescente tensione.
Proposta di legge per il divieto di importazione
Già lo scorso maggio, il Pd, il M5s e il Verdi Sinistra avevano depositato una proposta di legge per istituire un divieto di importazione di beni e servizi dalle colonie israeliane, considerate illegali dal diritto internazionale. L’iniziativa è nata da un impegno di una coalizione di 20 organizzazioni umanitarie e della società civile, che avevano lanciato l’appello “Stop al commercio con gli insediamenti illegali” nel settembre 2025. La proposta è stata supportata da leader come Giuseppe Conte, Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, che hanno sottolineato l’urgenza di un intervento concreto.
Il governo italiano è rimasto colpevolmente assente, nonostante l’escalation delle violenze e la sofferenza dei palestinesi. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha attaccato il governo italiano per non aver seguito l’iniziativa di undici Paesi, tra cui Francia, Canada e Regno Unito, che hanno deciso di sospendere il commercio con le colonie illegali. “Noi crediamo che sia vergognoso che il governo italiano non abbia seguito quella iniziativa”, ha detto Schlein. La critica è stata rivolta anche al ministro degli Esteri Antonio Tajani, il cui commento sulle decisioni da prendere a livello europeo è stato visto come un blocco del progresso.
Un messaggio rivolto al futuro
La convergenza tra Pd, M5s e Verdi Sinistra sulla Palestina ha messo in luce un messaggio rivolto non solo al governo attuale, ma anche a chi creerà la futura gamba centrista della coalizione. Giuseppe Conte ha confermato l’appello: “Andremo al governo per cambiare completamente la politica sin qui adottata dal governo su Israele. Non possiamo essere complici di un genocidio, di occupazioni abusive e illegali”. Conte ha anche sottolineato l’incremento dell’import di armi da Israele e l’urgenza di interrompere l’accordo di cooperazione militare.
La coalizione promette di portare la proposta di legge al governo quando governerà il Paese. Nicola Fratoianni ha ribadito il lavoro comune delle forze di opposizione, sottolineando che non siamo all’inizio di un percorso, ma dopo aver presentato una proposta di legge per dire stop al commercio dei prodotti delle colonie israeliane illegali. La coalizione ha promesso di discutere e provare la proposta di legge, altrimenti la porterà al governo quando governerà il Paese. L’obiettivo è chiaro: al primo Consiglio europeo chiedere la sospensione del trattato di associazione con Israele.
Angelo Bonelli, leader dell’Avs, ha aggiunto che il governo italiano ha dimostrato di essere complice delle politiche criminali di Netanyahu. “I coloni israeliani stanno uccidendo, massacrando le case dei palestinesi nella West Bank. A Gaza si continua a morire e cosa fa questo governo?”, ha chiesto Bonelli. La sua posizione è chiara: “Ripristino del diritto internazionale, riconoscimento dello Stato di Palestina e sanzioni a Israele”. Per lui, chi non è d’accordo può accomodarsi alla porta, e l’Avs non andrà al governo di Giorgia Meloni per fare le stesse cose.
