Luca Traini, autore dell’attentato a Macerata, invia tricolore a mamma Pamela Mastropietro

Luca Traini, condannato per strage aggravata, invia tricolore a madre della vittima.

Luca Traini, autore dell’attentato a Macerata, invia tricolore a mamma Pamela Mastropietro
Luca Traini, autore dell’attentato a Macerata, invia tricolore a mamma Pamela Mastropietro

Luca Traini, l’uomo condannato a 12 anni di carcere per l’attentato del 2018 a Macerata, ha inviato una bandiera tricolore alla madre della vittima Pamela Mastropietro. L’episodio, avvenuto il 30 gennaio 2024, si è svolto durante una fiaccolata organizzata per commemorare la giovane romana uccisa sei anni fa. La madre, Alessandra Verni, ha espresso gratitudine per l’atto, pur sottolineando che la famiglia non ha mai condiviso l’atto violento dell’uomo.

Un gesto simbolico in un contesto di dolore e ricordo

La bandiera tricolore, recapitata a Alessandra Verni, è stata consegnata da Luca Traini, che ha sempre manifestato un pensiero per la vittima. L’uomo, noto per l’attentato del 3 febbraio 2018, in cui ha sparato a sei migranti nel centro di Macerata, ha usato la bandiera durante la sua consegna alle forze dell’ordine. Secondo le ricostruzioni, dopo aver sparato, Traini ha fatto il saluto romano e gridato “Viva l’Italia” con il tricolore legato al collo, prima di arrendersi.

La famiglia di Pamela ha voluto ricordarla con una fiaccolata in piazza Re di Roma.

Durante l’evento, Alessandra Verni ha espresso il desiderio di incontrare Traini, nonostante la condanna. “Né io né la mia famiglia abbiamo mai condiviso il gesto che fece perché alla violenza non si risponde con la violenza, ma da mamma lo ringrazio di cuore”, ha detto la donna.

La condanna per odio razziale e la sua storia

Luca Traini è stato condannato a 12 anni di reclusione per strage aggravata dall’odio razziale. La Cassazione ha stabilito che l’atto fosse motivato “senza alcuna ragione di scelta che non sia, appunto, il colore della pelle”, confermando una “connotazione di odio razziale” obiettiva. I giudici della prima sezione penale hanno definito il reato “di estrema gravità” e hanno sottolineato la “spiccatissima pericolosità sociale” dell’autore.

Traini non è la prima volta che si mostra vicino alla madre di Pamela. Ha già consegnato un cuore bianco di fiori all’obitorio e al funerale. Le sue parole, scritte su una bandiera italiana, hanno suscitato emozioni e riflessioni. “Ti ho visto nelle cose belle della vita, nella gioia, nell’amore. Nel tuo sorriso riconosco una cara amica. Uniti per sempre dal dolore, legati dall’amore, anime sacre. Un bacio agli angeli scesi sulla terra, un bacio Pamela, un bacio Alessandra”, ha scritto l’uomo.

La vicenda di Pamela e di Luca rappresenta un caso complesso, in cui il dolore e la memoria si intrecciano con le conseguenze di un atto violento.

La famiglia della vittima, pur rimanendo ferma nel suo dolore, ha trovato un momento di connessione simbolica con l’autore dell’atto. La bandiera tricolore, inviata da Traini, è diventata un simbolo di un rapporto non violento, ma di una connessione che va oltre il conflitto.