Manager italiani scelgono disconnessione e famiglia, l’estate 2026 premia equilibrio e benessere
Manager italiani scelgono disconnessione e famiglia, l’estate 2026 premia equilibrio e benessere

L’estate 2026 segna una svolta nel modo in cui i manager italiani vivono le vacanze. Dopo anni in cui le ferie significavano anche telefonate, videocall e pianificazione del rientro, oggi emerge una nuova priorità: recuperare tempo per sé e per i propri affetti, limitando al minimo il lavoro. La ricerca realizzata da AstraRicerche per Manageritalia, su un campione di oltre 1.000 manager italiani, rivela un cambiamento significativo nel comportamento e nelle aspettative dei professionisti.
Disconnessione e famiglia: nuove priorità
Per quasi la totalità degli intervistati, il 97,8%, ferie significa soprattutto dedicare tempo al partner, alla famiglia e il 76,6% agli amici. Per l’88% rappresenta invece l’occasione per recuperare interessi e attività che durante l’anno lavorativo restano inevitabilmente in secondo piano. Sempre meno, quindi, la vacanza viene vissuta come momento di pianificazione professionale o di preparazione al rientro. Un segnale che racconta come il desiderio di staccare sia sempre più diffuso, ma che il legame con il lavoro, anche in vacanza, resti per molti difficile da interrompere completamente. Oltre la metà dei manager, il 53%, dichiara che durante le ferie sarà completamente disconnessa o reperibile soltanto per reali emergenze. Sorprende il dato generazionale: sono proprio i manager under 45 a risultare i meno reperibili, con il 63%, mentre la fascia tra i 46 e i 50 anni è quella che mantiene il livello di connessione più elevato, al 60%.
La tecnologia non abbandona i manager
Lo smartphone continua ad accompagnare molti manager anche durante le ferie: due su cinque vi si dedicano ogni giorno tra i 30 minuti e un’ora per motivi di lavoro, mentre il 30,1% supera l’ora quotidiana e, tra questi, il 7,5% arriva a utilizzarlo per oltre due ore al giorno. Più contenuta la quota di chi riesce a limitarne davvero l’uso: il 29,7% si ferma sotto la mezz’ora al giorno e soltanto il 2% dichiara di non utilizzare affatto lo smartphone per ragioni professionali.
Un quadro che evidenzia come il desiderio di staccare sia sempre più diffuso, ma che il legame con il lavoro, anche in vacanza, resti per molti difficile da interrompere completamente. In fine, se posti di fronte a un trade-off esplicito tra retribuzione e disconnessione totale, i manager italiani mostrano una disponibilità contenuta: solo il 20,8% rinuncerebbe a una parte dello stipendio in cambio della garanzia di uno stacco completo durante le ferie, mentre quasi quattro su cinque non sarebbero disposti a farlo.
La disconnessione, tuttavia, non significa un completo abbandono degli strumenti digitali. Lo smartphone continua ad accompagnare molti manager anche durante le ferie, con un uso che, pur limitato, rimane un elemento di connessione e di lavoro. La ricerca sottolinea come il benessere non sia in contrapposizione con i risultati, ma anzi ne sia una condizione. Saper staccare, recuperare energie e dedicare tempo alle relazioni personali significa tornare al lavoro con maggiore lucidità, motivazione e capacità decisionale.
Un quadro che evidenzia come i manager affrontino il rientro con energia e spirito propositivo, ma anche con una crescente consapevolezza dell’importanza di preservare il benessere e l’equilibrio tra vita professionale e personale conquistato durante la pausa estiva. La tristezza per la fine delle vacanze sale dal 22,9% al 31,8%, registrando l’aumento più significativo dell’indagine, mentre crescono anche il disagio per le dinamiche aziendali e la percezione di fatica e stress. La vacanza non è più solo un momento di lavoro, ma un’occasione per riconnettersi con se stessi e con gli altri. La ricerca sottolinea come il benessere non sia in contrapposizione con i risultati, ma anzi ne sia una condizione. Saper staccare, recuperare energie e dedicare tempo alle relazioni personali significa tornare al lavoro con maggiore lucidità, motivazione e capacità decisionale.
