Maurizio Gandolfo e i 56 mila mattoncini di Leonforte: un progetto di passione e valorizzazione
Un progetto creativo con 56 mila mattoncini LEGO ricostruisce due simboli di Leonforte, ispirato da una passione familiare.
Maurizio Gandolfo, 62 anni, infermiere e residente a Leonforte, ha realizzato due monumenti in mattoncini LEGO, utilizzando 56 mila pezzi, per ricostruire il Palazzo Branciforti e la Granfonte. L’iniziativa, presentata durante la Sagra della Pesca del 3 e 4 ottobre 2026, nasce da una passione familiare e si propone come progetto di valorizzazione del patrimonio architettonico locale. La mostra, intitolata “Leonforte in mattoncini – Arte, storia e creatività”, ha suscitato interesse tra visitatori e residenti, grazie a un lavoro paziente e creativo.
Una passione iniziata da bambino
La passione per i LEGO nasce da bambino, quando il padre regalò i primi mattoncini a Maurizio. La tradizione si è tramandata alla famiglia, con costruzioni realizzate insieme ai figli. Tuttavia, con il lavoro e la distanza, i momenti di condivisione si sono ridotti, limitandosi alle vacanze di Natale. «Sono una persona semplice e sono rimasto davvero sorpreso dal successo ottenuto e dalle numerose visualizzazioni sui vari social», ha commentato Gandolfo, che ha visto il progetto diventare un successo non previsto.
Un progetto per la città e la sua storia
La scelta di ricostruire due simboli di Leonforte, il Palazzo Branciforti e la Granfonte, nasce da un desiderio di riconoscere e valorizzare il patrimonio locale. «Era una cosa che mi rattristava e, allo stesso tempo, mi faceva arrabbiare», ha spiegato Gandolfo, riferendosi allo stato di abbandono del Palazzo Branciforti. La Granfonte, invece, è vista come un simbolo che identifica la città. Il progetto, realizzato con passione e pazienza, ha richiesto circa due anni per la costruzione del Palazzo Branciforti e tre mesi per la Granfonte, utilizzando mattoncini originali e rari, con un investimento economico non indifferente.
La scelta della scala 1:42 permette di rendere le costruzioni accessibili a bambini e adulti, con l’aggiunta di mini figure che raccontano la vita e la storia del luogo. «Ho inserito il principe, Garibaldi con i suoi garibaldini, i Borbone, i frati, i contadini e altri personaggi», ha spiegato Gandolfo, che ha visto nel progetto un modo per far emergere la dimensione storica e sociale della città. La mostra, promossa da Dorina Randisi con il coinvolgimento di FIDAPA Leonforte, ha offerto a visitatori e residenti l’occasione di conoscere un lavoro che Maurizio Gandolfo porta avanti da tempo, lontano dai riflettori. «Mi sembrava una buona occasione per permettere a più persone di vedere le ricostruzioni», ha commentato Gandolfo, ringraziando l’impegno di FIDAPA, Dorina Randisi e Liliana Barbera, nonché del presidente del Circolo di Compagnia, dottor Paolo Mineo.
Il successo ottenuto ha spinto Gandolfo a riflettere su nuove opportunità. «Sì, le passioni e gli hobby si intrecciano e questo progetto mi ha dato ancora più voglia di andare avanti», ha detto, sottolineando l’importanza di valorizzare le ricchezze locali. «Vorrei che si vedessero le potenzialità che ha Leonforte e che si riuscisse a sfruttarle al meglio. Vorrei soprattutto che i nostri ragazzi potessero avere la possibilità di realizzarsi dove sono nati e non fossero costretti ad andare via in cerca di lavoro», ha concluso, con un desiderio che va oltre la ricostruzione di due monumenti.
