Mauro Guerra, 11 anni dopo: la famiglia chiede dignità per la sua memoria
La famiglia di Mauro Guerra chiede dignità e rispetto dopo 11 anni dalla sua morte.

A 11 anni dalla morte di Mauro Guerra, la sua famiglia ha espresso nuovamente il loro dolore e la richiesta di rispetto. Lo hanno fatto ieri, nel giorno dell’anniversario, con un post della madre Giusy Businaro e le parole della sorella Elena. La loro protesta riguarda l’inaugurazione di una nuova caserma dei carabinieri, costruita nell’ex scuola elementare di Carmignano, frazione di Sant’Urbano, dove il giovane viveva. La famiglia ha espresso la loro insoddisfazione per l’assenza di iniziative pubbliche in ricordo del 32enne e per la scelta del luogo della nuova sede.
Una scelta che ferisce la memoria
La madre di Mauro, Giusy Businaro, ha scritto: «Nessuna via, nessuna piazza dedicata al suo calvario, nonostante le solenni promesse fatte dal sindaco ancora in campagna elettorale». Il 29 luglio 2015, Mauro Guerra, laureato in economia e prossimo a diventare commercialista, rifiutò un trattamento sanitario obbligatorio non autorizzato, con il quale i militari volevano condurlo in ospedale. Dopo ore di trattative davanti all’abitazione, il giovane fuggì verso i campi a piedi nudi e vestito con la sola biancheria intima. I carabinieri riuscirono a fermarlo. Il maresciallo Marco Pegoraro, allora comandante della stazione di Carmignano, sparò mentre il 32enne colpiva un collega, il brigadiere Stefano Sarto: il proiettile lo raggiunse al fianco e Mauro morì in un campo di grano a poche centinaia di metri da casa.
Un processo che non ha dato pace
Il processo per l’omicidio di Mauro Guerra ha visto il maresciallo Marco Pegoraro assolto nel 2018, ma condannato nel 2022 a versare una provvisionale di 260mila euro ai familiari. La famiglia, tuttavia, non ha perdonato: «Noi non abbiamo perdonato, perché da parte del carabiniere non c’è mai stato un momento di pentimento». La sorella Elena Guerra ha ricordato che il sindaco attuale, Dionisio Fiocco, aveva promesso di dedicare una via a Mauro se fosse stato rieletto nel 2017. Non è accaduto. La famiglia chiede un minimo di dignità e rispetto per la memoria del giovane.
La nuova caserma dei carabinieri, costruita con un intervento da oltre 1,5 milioni di euro, dovrebbe essere inaugurata nei primi mesi del 2027. I militari dovrebbero trasferirvisi entro fine anno. La madre di Mauro ha espresso la sua protesta: «Se era necessaria una caserma nuova, un minimo di dignità e di rispetto verso il dolore altrui era essenziale e fondamentale. Bastava spostarla anche di pochissimi chilometri, a destra o a sinistra non aveva importanza, ma non lì, non in quella piazza, non in quel punto dove tutto si è compiuto». La sorella Elena ha aggiunto: «Contestiamo una caserma così imponente nel centro del paese. L’edificio è grande e questa cosa ci turba non poco».
Il sindaco Dionisio Fiocco ha spiegato che la scelta del luogo è stata determinata dal fatto che non era disponibile altro spazio in paese. In merito all’intitolazione di una via a Mauro, ha ricordato che la norma consente di dedicare vie e piazze a persone decedute da almeno dieci anni, ma serve un’autorizzazione della prefettura. «Ci hanno risposto che, con un procedimento giudiziario in corso, non sarebbe stata concessa», ha spiegato. La madre di Mauro, però, non demorde: «A pochi passi dalla futura caserma c’è lui che riposa. Lasciatelo in pace, almeno ora, lasciatelo in pace». La famiglia chiede che la memoria di Mauro non venga dimenticata e che il dolore non venga mai più ignorato.
La famiglia ha anche ricordato che non è stato dedicato alcun luogo pubblico in ricordo del 32enne. «Nessuna iniziativa a ricordo di Mauro e del suo crudele destino creato dalle mani dell’uomo», ha scritto la madre. La sorella ha aggiunto: «Non abbiamo perdonato, perché da parte del carabiniere non c’è mai stato un momento di pentimento». La famiglia chiede che la sua storia non venga mai più dimenticata e che il dolore non venga mai più ignorato.
