Moussa Sangare, disturbo narcisistico e antisociale, ma capace di intendere e volere all’omicidio di Sharon Verzeni
Moussa Sangare, con disturbo narcisistico e antisociale, è stato riconosciuto capace di intendere e volere all’omicidio di Sharon Verzeni.

Moussa Sangare, accusato dell’omicidio di Sharon Verzeni a Terno d’Isola (Bergamo), è stato riconosciuto capace di intendere e volere, nonostante fosse affetto da disturbo misto di personalità di tipo narcisistico e antisociale e da uso di cannabinoidi. L’uomo, nato a Milano da genitori originari del Mali, ha ucciso la ragazza a coltellate mentre passeggiava guardando le stelle. L’indagine ha richiesto un mese per individuare e fermare Sangare, che aveva dichiarato di aver avuto un raptus, ma la perita incaricata dalla Corte d’Assise di Bergamo ha stabilito che i disturbi non hanno influenzato la sua capacità di comprendere la realtà.
Disturbi psichiatrici e capacità di discernimento
La perita, Giuseppina Paolillo, direttrice dell’Unità operativa complessa ‘Residenze psichiatriche e psicopatologia forense’ dell’Ausl di Parma, ha rilevato che Sangare è descritto come “un soggetto alla ricerca di esperienze eccitanti e adrenaliniche, poco propenso a prendere in considerazione le conseguenze per sé e per gli altri e con difficoltà nell’adattarsi alle norme sociali”. Non sono stati ravvisati disturbi della percezione né sintomi di comportamenti deliranti. La relazione ha confermato che Sangare era capace di intendere e volere, nonostante i disturbi psichiatrici.
Un comportamento superficiale e mancanza di rimorsi
Sangare, già noto per comportamenti parassitari e lavoretti saltuari poco redditizi, ha mostrato un atteggiamento descritto come “fatuo e superficiale” di fronte alle accuse. Non ha dimostrato sensi di colpa né rimorsi per l’omicidio di Sharon Verzeni, non riconoscendo o identificandosi con le necessità e i sentimenti altrui. Anche durante un altro processo, celebrato in abbreviato per maltrattamenti ai danni della sorella e della madre, Sangare è stato giudicato capace di intendere e volere, con una condanna a tre anni e 8 mesi.
La prossima udienza del processo è prevista per il 22 settembre. Dopo l’arresto per l’omicidio di Sharon, Sangare aveva ammesso le proprie responsabilità, ma ha ritratto la sua dichiarazione alla prima udienza del processo, spiazzando il suo difensore, l’avvocato Giacomo Mai. La sua storia, tra disturbi psichiatrici e comportamenti antisociali, rimane al centro dell’attenzione del processo, che dovrà chiarire se i disturbi abbiano influenzato la sua capacità di discernimento.
Già lo scorso luglio, Sangare era stato giudicato capace di intendere e volere anche dalla psichiatra Valentina Stang, nominata come perito durante un altro processo. L’esperta ha stabilito l’imputato come “anaffettivo”, anche nei confronti della madre e della sorella, e più concentrato sul desiderio di fare soldi, pur vivendo in realtà di lavoretti saltuari e poco redditizi. Nonostante i disturbi, Sangare non ha mostrato alcun senso di colpa o rimorso per l’omicidio di Sharon Verzeni.
- Disturbo misto di personalità narcisistico e antisociale
- Uomo capace di intendere e volere nonostante i disturbi
- Processo in corso per omicidio di Sharon Verzeni
