Moussa Sangare ritratta la confessione nell’omicidio di Sharon Verzeni

Moussa Sangare ritratta la confessione nell’omicidio di Sharon Verzeni, processo in corso.

Moussa Sangare ritratta la confessione nell'omicidio di Sharon Verzeni
Moussa Sangare ritratta la confessione nell’omicidio di Sharon Verzeni

Moussa Sangare, 31 anni, accusato dell’omicidio di Sharon Verzeni, ha ritratto la confessione resa durante l’arresto, proclamandosi innocente. L’uomo, originario di Suisio e residente in una casa occupata, è stato fermato dopo circa un mese di indagini. L’omicidio, avvenuto la notte del 30 luglio 2024 a Terno d’Isola, ha scosso la comunità locale e ha acceso dibattiti su responsabilità e giustizia. La vittima, Sharon Verzeni, 33 anni, era in vacanza e aveva fatto una passeggiata dietro consiglio del nutrizionista, in cerca di tregua dall’afa estiva.

Un’aggressione inaspettata e una confessione incoerente

Dopo il fermo, Sangare ha raccontato di aver scelto una vittima “a caso”, ma le sue parole sono state contraddette da testimonianze e indagini successive. Secondo la prima confessione, avrebbe incontrato due uomini che lo avrebbero aiutato a individuare Sharon, una donna che camminava guardando le stelle e ascoltando la musica. L’uomo avrebbe avvertito un “feeling” e, dopo un giro dell’isolato, l’avrebbe aggredita alle spalle con un coltello, colpendola alla schiena. Il coltello si sarebbe rotto durante l’atto, probabilmente a causa di un ostacolo come una costola della vittima.

La perizia psichiatrica e la capacità di intendere e volere

La perizia psichiatrica, condotta dalla dottoressa Giuseppina Paulillo, sarà cruciale per stabilire se Sangare fosse in grado di intendere e volere al momento del delitto, nonché la sua capacità di stare a giudizio. L’indagine, che inizierà il 1 aprile e avrà 90 giorni per concludersi, sarà discussa il 22 settembre con i consulenti di difesa e accusa. L’uomo, che aveva dichiarato di essere innocente fin dall’inizio, ha ribadito la sua posizione in un intervento di dieci-quindici minuti, durante il quale ha spiegato il motivo della sua difesa, come ha spiegato il suo avvocato difensore Giacomo Maj.

Presente in aula il padre della vittima, Pietro Verzeni, che è apparso “molto scosso” dalle dichiarazioni dell’imputato. Il legale di parte civile, Luigi Scudieri, ha ribattuto che la ritrattazione di Sangare “dimostra ancor più la lucidità” dell’uomo, pur sottolineando il dolore della famiglia. La vittima, Sharon Verzeni, era in vacanza a Terno d’Isola, dove aveva fatto una passeggiata dietro consiglio del nutrizionista.

La mossa di Sangare per lo sconto di pena, che ha proclamato la sua innocenza, ha suscitato reazioni contrastanti. Mentre la famiglia della vittima continua a soffrire, il processo si avvia con un’incertezza che dipende dalle prove, dalle testimonianze e dalla perizia psichiatrica. L’omicidio di Sharon Verzeni rimane un caso che ha scosso la comunità locale e ha acceso dibattiti su responsabilità, giustizia e verità.

La perizia psichiatrica, insieme alle prove e alle testimonianze, potrà aiutare a risalire a cosa sia accaduto, al di là di confessioni e ritrattazioni. L’uomo, che aveva detto “Scusa per quello che sta per succedere” prima dell’aggressione, ha anche avuto come ultime parole di Sharon “Perché? Perché? Perché?”.

Il processo, che si svolgerà con l’ausilio della perizia psichiatrica, continuerà a seguire le dichiarazioni dell’imputato e le prove raccolte durante le indagini. La famiglia della vittima, pur scossa, attende con ansia i risultati delle indagini e della perizia, sperando in una verità che possa portare alla giustizia.