Nazia Shaheen si dichiara innocente nel processo d’appello per l’omicidio di Saman
Nazia Shaheen si dichiara innocente nel processo d’appello per l’omicidio di Saman, evocando il coinvolgimento di altri parenti.

Nazia Shaheen, madre della diciottenne pakistana Saman Abbas uccisa a Novellara, si è dichiarata innocente nel processo d’appello che si terrà in autunno. La donna, che ha recentemente lasciato il Pakistan e si trova ora in Italia, potrebbe raccontare la sua versione dei fatti durante il dibattimento. L’omicidio, avvenuto il 30 aprile 2021, è al centro di un dibattito tra la difesa e la procura, che si scontrano su una questione chiave: se l’atto sia stato premeditato o meno.
La difesa e la procura si scontrano su una questione cruciale
Secondo la sentenza di primo grado, il delitto sarebbe stato commesso in modo non premeditato, deciso la sera stessa del 30 aprile 2021 e eseguito immediatamente, non lontano dal casolare di Novellara. Tuttavia, la Procura di Reggio Emilia, diretta da Gaetano Paci, ha presentato un ricorso in appello sostenendo la premeditazione. Anche la difesa di Nazia, rappresentata dall’avvocato Simone Servillo, condivide questa visione, ma per motivi opposti. L’obiettivo è chiarire se l’omicidio sia stato un atto impulsivo o se fosse stato pianificato in anticipo.
Le telefonate e le falle nella narrazione
Secondo i legali della madre, durante le ripetute telefonate di quei minuti, i fratelli Shabbar e Danish Hasnain si stavano accordando non sugli ultimi dettagli dell’omicidio, ma sull’idea di far seguire Saman per dare una lezione esemplare al fidanzato sgradito, Saqib, con il quale la ragazza aveva pianificato di scappare. L’avvocato Servillo, invece, interpreta le stesse telefonate come un segno di impotenza e disperazione, con i genitori che assistono impotenti alla fuga della figlia, sperando che torni a casa.
La difesa ha anche sottolineato che, durante il procedimento di estradizione, Nazia Shaheen si è proclamata innocente e ha evocato possibili ruoli di altri parenti. Ora, con la madre in Italia, il processo d’appello potrebbe diventare l’occasione per chiarire la verità su quella notte. Il dibattimento, che si terrà in autunno, potrebbe rivelarsi decisivo per il destino di tutti i protagonisti.
Nel corso del procedimento, la difesa ha anche sottolineato che, quando i genitori della ragazza vengono ripresi dalle telecamere davanti alla loro abitazione, non stanno accompagnando gli aguzzini la figlia ribelle, ma semplicemente assistendo impotenti alla sua ennesima fuga da casa. Questa interpretazione, però, non è condivisa dalla procura, che vede in questa scena un elemento chiave per comprendere la dinamica del delitto.
Con la madre in Italia e il processo d’appello in arrivo, il caso Saman potrebbe finalmente trovare una risposta. La verità, tuttavia, dipenderà da quanto riusciranno a dimostrare le parti in causa e da quanto si rivelino i fatti durante il dibattimento.
La difesa ha anche sottolineato che, durante il procedimento di estradizione, Nazia Shaheen si è proclamata innocente e ha evocato possibili ruoli di altri parenti.
