Netanyahu chiede smentita su avvertimenti da Emirati e fa causa ai giornali
Netanyahu ha incontrato in segreto Bin Zayed e chiede smentita su avvertimenti prima dell’attacco di Hamas.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha incontrato in segreto il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed, e gli ha chiesto di smentire le rivelazioni pubblicate da Haaretz lo scorso 8 settembre sull’avvertimento che Bin Zayed avrebbe rivolto a lui pochi giorni prima dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. L’incontro, avvenuto negli Emirati, è stato accompagnato da una serie di alti funzionari israeliani, tra cui il capo del Consiglio di sicurezza nazionale, il direttore del Mossad, il segretario militare e il consigliere per la politica estera. Netanyahu ha intentato una causa contro diversi organi di informazione e giornalisti israeliani, accusandoli di diffondere una “menzogna completa”.
Le rivelazioni di Haaretz e la reazione di Netanyahu
Secondo l’inchiesta di Haaretz, realizzata in vista della pubblicazione di un libro dei giornalisti Shlomi Eldar e Ruth Yuval, Bin Zayed avrebbe informato personalmente Netanyahu che Hamas stava preparando un’offensiva di grandi dimensioni. L’informazione sarebbe arrivata direttamente da Hamas, e sarebbe stata confermata da un esponente della milizia, Abu Zaida, in un’intervista alla televisione egiziana. Inoltre, l’intelligence egiziana avrebbe messo in guardia Israele prima dell’attacco. Tuttavia, il portavoce di Netanyahu ha definito la ricostruzione di Haaretz una “menzogna totale”, sostenendo che il premier non avesse ricevuto alcun avvertimento dagli Emirati. Netanyahu ha negato di aver ricevuto un simile avvertimento dagli Emirati. Dopo la pubblicazione dell’inchiesta, il suo ufficio aveva definito la ricostruzione una “menzogna totale”, sostenendo che il premier non avesse parlato con Bin Zayed nel periodo indicato e non avesse ricevuto da lui alcun avviso sulla minaccia rappresentata da Hamas.
La visita segreta e le motivazioni politiche
La visita di Netanyahu negli Emirati, avvenuta poco prima delle elezioni israeliane, è stata interpretata come un tentativo di influenzare la percezione pubblica sulle sue azioni e decisioni. Secondo i media israeliani, il premier avrebbe chiesto a Bin Zayed una dichiarazione pubblica che smentisse quanto riportato da Haaretz, al fine di allontanare l’ipotesi che avesse ricevuto un avvertimento in anticipo sull’attacco di Hamas. Gli Emirati hanno confermato l’incontro, ma hanno fornito una lettura diversa, sottolineando che la visita era incentrata sul rafforzamento delle relazioni tra i due Paesi e sulle questioni di sicurezza regionale.
Netanyahu, accompagnato da alti funzionari, ha discusso durante l’incontro anche la minaccia degli Houthi e la situazione nello Stretto di Hormuz. La visita ha visto la partecipazione di rappresentanti di altri Paesi del Golfo, tra cui l’Arabia Saudita, nonostante non esistano relazioni diplomatiche ufficiali tra Israele e il Regno. Il partito Likud ha sostenuto che le rivelazioni di Haaretz fossero una “menzogna completa”, e che fossero state pubblicate proprio in vista delle elezioni da avversari politici e elementi stranieri ostili.
Netanyahu ha intentato una causa contro diversi organi di informazione e giornalisti israeliani. Il partito Likud ha richiesto un risarcimento di 2,6 milioni di shekel (circa 750mila euro) e ha sostenuto che le accuse fossero una strategia per danneggiare la sua immagine in vista delle elezioni. Secondo il Likud, le rivelazioni di Haaretz erano state pubblicate proprio in un momento strategico, con l’intento di danneggiare la sua reputazione.
La vicenda ha suscitato dibattiti su come i media israeliani gestiscono le informazioni sensibili e su come i leader politici reagiscono alle accuse di diffamazione. Mentre Netanyahu cerca di controllare la narrazione, i giornalisti e i media continuano a svolgere un ruolo cruciale nel dibattito pubblico, anche se a rischio di conseguenze legali. La situazione rimane in sospeso, con le elezioni israeliane in arrivo e la tensione tra i diversi attori politici e mediatici.
