Pamela Mastropietro è morta per due coltellate, non per overdose

Pamela Mastropietro è morta per due coltellate, non per overdose. Indagini in corso per scoprire l’assassino.

Pamela Mastropietro è morta per due coltellate, non per overdose
Pamela Mastropietro è morta per due coltellate, non per overdose

Pamela Mastropietro è morta a causa di due coltellate inflitte quando era ancora viva, non per overdose, come aveva sostenuto inizialmente uno dei sospetti. La causa della sua morte è stata accertata grazie alle perizie mediche e tossicologiche eseguite sul corpo, che hanno rivelato ferite da taglio all’altezza del fegato. L’evento è avvenuto il 31 gennaio scorso, con i resti della donna trovati all’interno di due trolley. La famiglia attende giustizia e verità, mentre le indagini proseguono per scoprire chi ha commesso il delitto.

Le perizie smentiscono l’ipotesi dell’overdose

Le perizie mediche e tossicologiche eseguite sul corpo di Pamela Mastropietro hanno smentito l’ipotesi che la sua morte sia avvenuta per overdose. Secondo i dati resi noti, la ragazza aveva assunto eroina, ma nel corpo è stata rilevata anche la presenza di morfina, una sostanza che altera l’effetto dell’eroina. Questo indizio ha messo in discussione le dichiarazioni di Innocent Oseghale, uno dei quattro nigeriani accusati dell’omicidio. La morfina ha smentito l’ipotesi che la morte fosse dovuta a una dose di eroina.

Le perizie hanno inoltre rivelato che il decesso è avvenuto a seguito di ferite da taglio provocate da due coltellate all’altezza del fegato. Questo ha confermato che la vittima è stata assassinata, non è morta per overdose. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire i fatti e di identificare l’autore dell’omicidio.

Indizi sull’orario del delitto

Le perizie hanno anche fornito un particolare cruciale: l’orario in cui è avvenuto il decesso. Secondo i dati, il momento del decesso è compreso tra la tarda mattinata e le 17. Questo indizio potrebbe aiutare gli inquirenti a ricostruire gli spostamenti dei sospetti e a individuare chi si trovava nell’appartamento di via Spalato il 30 gennaio, giorno prima del decesso. Questo orario potrebbe essere determinante per identificare l’assassino.

La famiglia di Pamela, composta da Alessandra Verni e Stefano Mastropietro, non riesce ancora a comprendere il motivo per cui la figlia avrebbe lasciato la comunità Pars il giorno prima del decesso. La loro preoccupazione è che qualcuno potesse averla danneggiata, spingendola a fuggire. La famiglia ha ottenuto le cartelle cliniche della ragazza e attende non solo giustizia, ma anche la verità su ciò che è successo.

Le indagini proseguono per chiarire i dettagli dell’omicidio e identificare l’autore. La causa della morte è stata accertata, ma il nome dell’assassino rimane ancora sconosciuto. La famiglia di Pamela, insieme agli inquirenti, spera in una risposta che possa dare un senso al dramma che ha colpito la loro vita.