Picco di casi di coronavirus in Cina: primo tra le infezioni respiratorie

Cina segna un picco di casi di coronavirus, primo tra le infezioni respiratorie. Tasso positività sale al 20,3%.

Cina segna un picco di casi di coronavirus, primo tra le infezioni respiratorie. Tasso positività sale al 20,3%
Cina segna un picco di casi di coronavirus, primo tra le infezioni respiratorie. Tasso positività sale al 20,3%

Un picco di coronavirus in Cina, primo tra le infezioni respiratorie

Il coronavirus ha registrato un aumento significativo di casi in Cina, segnando un picco che lo ha portato al primo posto tra le infezioni respiratorie. Secondo il Chinese Center for Disease Control and Prevention, la maggior parte dei pazienti ha manifestato sintomi lievi, con un tasso di positività ai test che ha raggiunto il 20,3% nella settimana dal 20 luglio 2026. Questo aumento è stato osservato in diverse province meridionali, dove la fascia d’età più colpita va dai 15 ai 59 anni.

La situazione non indica la comparsa di una variante pericolosa, ha precisato il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’università Statale di Milano, Fabrizio Pregliasco. L’incremento dei contagi, pur significativo, rappresenta una normale fluttuazione periodica, simile a quella osservata negli anni precedenti. Le autorità sanitarie cinesi hanno rassicurato che non sono state rilevate varianti del virus che rappresentino un rischio significativo per la salute pubblica.

Un aumento stagionale, ma senza emergenza sanitaria

L’aumento dei casi di coronavirus in Cina è stato attribuito a una fluttuazione stagionale, comune per questa malattia. L’agenzia ha spiegato che il coronavirus è diventato una comune malattia respiratoria, con tendenza a innescare una o due fluttuazioni epidemiche ogni anno. Il tasso di positività, che ha registrato un incremento di 4,3 punti percentuali nella settimana dal 13 al 19 luglio, ha raggiunto il 16,3%, e nella settimana successiva è salito al 20,3%. Le terapie disponibili sono efficaci per i pazienti a rischio, ha sottolineato il Cdc cinese. Gli anziani e le persone con patologie croniche preesistenti rimangono a maggior rischio di sviluppare una forma grave della malattia, ma sono disponibili terapie mirate ed efficaci. L’attività virale si attesta su livelli moderati, e non si osserva un incremento della gravità della malattia.

L’aumento dei casi non ha causato pressioni ai servizi sanitari, né ha portato a un incremento della gravità della malattia. Il tasso di positività, pur in aumento, rimane sotto controllo, e le terapie disponibili sono efficaci per i pazienti a rischio. L’agenzia ha precisato che la variante circolante è la NB.1.8.1, e non è stata rilevata alcuna variante che rappresenti un rischio per la salute pubblica. La situazione è in equilibrio e sotto controllo, hanno rassicurato le autorità sanitarie cinesi. L’aumento dei casi è un fenomeno stagionale, e non indica un cambiamento significativo nella dinamica della malattia. La popolazione, con una protezione immunitaria ridotta nel tempo, è esposta a fluttuazioni periodiche, ma le misure di controllo sono in grado di gestire l’impatto del virus.