Piemonte approva legge sulle aree idonee per le rinnovabili verso i 5 Gigawatt

Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato la legge sulle aree idonee per gli impianti rinnovabili. L’obiettivo è raggiungere quasi 5 Gigawatt di energia entro il 2030.

Piemonte approva legge sulle aree idonee per le rinnovabili verso i 5 Gigawatt
Piemonte approva legge sulle aree idonee per le rinnovabili verso i 5 Gigawatt

Il Consiglio regionale del Piemonte ha dato il via libera alla legge sulle ulteriori aree idonee destinate agli impianti di energia rinnovabile. L’approvazione è avvenuta ieri a maggioranza e rappresenta un passo decisivo verso il raggiungimento di un obiettivo ambizioso: la produzione di quasi 5 Gigawatt di energia da fonti rinnovabili entro il 2030, in linea con gli impegni fissati dal governo nazionale.

Il disegno di legge, promosso dall’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, mira a identificare e rendere disponibili nuovi spazi sul territorio piemontese dove installare impianti fotovoltaici e altre soluzioni energetiche pulite. La normativa individua in modo specifico alcune categorie di aree che potranno essere utilizzate per questo scopo, aprendo opportunità di sviluppo delle rinnovabili in contesti già antropizzati o sottoutilizzati.

Le aree destinate agli impianti rinnovabili

Tra le ulteriori aree idonee identificate dalla legge figurano i tetti e le coperture dei parcheggi, insieme alle cave non più sfruttate per attività estrattive. Questa scelta rispecchia una strategia di sviluppo sostenibile che privilegia il riutilizzo di spazi già esistenti o compromessi dall’attività umana, evitando il consumo di nuovo territorio vergine. I tetti rappresentano in particolare una risorsa diffusa su tutto il territorio regionale, poiché presenti su edifici civili, industriali e commerciali, mentre le coperture dei parcheggi consentono una duplice funzione: produrre energia e fornire protezione ai veicoli parcheggiati.

Le cave abbandonate, dal canto loro, costituiscono un’opportunità di rigenerazione ambientale, trasformando aree già degradate dal precedente utilizzo in siti produttivi di energia pulita. Questa modalità di intervento consente di coniugare l’obiettivo energetico con la riqualificazione territoriale, evitando conflitti di uso del suolo tra agricoltura, insediamenti abitativi e impianti rinnovabili.

L’orizzonte dei 5 Gigawatt e gli impegni nazionali

Il traguardo fissato per il 2030 di quasi 5 Gigawatt di capacità installata da rinnovabili nel Piemonte si inserisce nel quadro più ampio degli obiettivi climatici europei e nazionali. La transizione energetica verso fonti rinnovabili costituisce uno dei pilastri della strategia di decarbonizzazione promossa dal governo italiano, al fine di ridurre le emissioni di gas serra e rispettare gli impegni internazionali in materia di cambiamento climatico.

Per raggiungere un tale risultato, è necessario moltiplicare gli sforzi di pianificazione territoriale e semplificazione amministrativa. L’identificazione di aree idonee rappresenta un elemento fondamentale in questa direzione, poiché riduce l’incertezza normativa per investitori e operatori e facilita l’iter autorizzativo dei progetti. Senza una chiara delimitazione di dove è possibile costruire impianti rinnovabili, il processo decisionale rimane rallentato da lungaggini burocratiche e contestazioni di carattere ambientale e paesaggistico.

La legge approvata ieri risponde dunque a una duplice esigenza: accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili assegnando loro spazi chiaramente delimitati, e orientare questo sviluppo verso soluzioni che minimizzano l’impatto sul paesaggio e sui suoli ancora liberi. L’accento posto su tetti, parcheggi e cave reflette una visione di transizione ecologica compatibile con la conservazione del territorio agricolo e naturale piemontese, ambiti di grande importanza per l’economia e l’identità della regione.

L’approvazione da parte della maggioranza del Consiglio regionale attesta un consenso ampio attorno a questi obiettivi. Nei prossimi mesi e anni, la concreta attuazione della legge farà emergere come i proprietari di immobili, i gestori di aree degradate e le imprese del settore energetico sapranno sfruttare le nuove opportunità aperte, trasformando il quadro normativo in una crescita effettiva della capacità rinnovabile piemontese.