Piemonte e Nord in movimento per un piano di semplificazione industriale
Il Piemonte e altre regioni del Nord avanzano un piano per semplificare gli investimenti industriali, in linea con l’Industrial Accelerator Act.

Il Piemonte e altre regioni del Nord hanno lanciato un piano per semplificare gli investimenti industriali, in linea con l’Industrial Accelerator Act, un’iniziativa europea in fase di definizione. L’obiettivo è creare un sistema più mirato alle esigenze dei territori, evitando di replicare il modello delle Zone Economiche Speciali, attive al Sud. L’idea nasce da un incontro convocato dal ministro Adolfo Urso, con rappresentanti delle Regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Lazio e Molise, insieme ad assessori regionali allo Sviluppo economico. L’obiettivo è raccogliere le proposte dei territori e portarle nel confronto europeo, accompagnando la richiesta italiana di più strumenti e risorse a sostegno dell’industria.
Un modello diverso dal Sud
Il piano proposto non prevede l’estensione automatica delle Zone Economiche Speciali, che sono legate alla politica europea di coesione e non possono essere replicato al Nord. Al loro posto, si punta su un nuovo strumento: le «aree di accelerazione industriale», che mirano a semplificare gli investimenti e a spingere la riconversione dei siti industriali. L’obiettivo è raccogliere le proposte dei territori e portarle nel confronto europeo, accompagnando la richiesta italiana di più strumenti e risorse a sostegno dell’industria.
Il governo lavora quindi a un nuovo strumento, ancora in fase di definizione a livello europeo nell’ambito dell’Industrial Accelerator Act, le aree di accelerazione industriale. L’idea è individuare territori e settori su cui concentrare misure di semplificazione, per favorire gli investimenti, la riconversione produttiva e l’arrivo di nuove imprese: il meccanismo sarà definito nelle prossime settimane attraverso il confronto tra ministero e Regioni. L’obiettivo è raccogliere le proposte dei territori e portarle nel confronto europeo, accompagnando la richiesta italiana di più strumenti e risorse a sostegno dell’industria.
Il Piemonte come modello
Il Piemonte, una delle regioni più colpite dalla crisi industriale, ha accolto positivamente l’iniziativa. Il governatore Alberto Cirio ha sottolineato la necessità di usare il nuovo strumento per sostenere la transizione produttiva, soprattutto in un contesto di crisi dell’auto e di trasformazione del settore. «Il nostro è un territorio che dimostra dinamismo e capacità di attrazione», ha detto Cirio, auspicando che l’Europa sia pronta a fornire le risorse necessarie per accompagnare la transizione produttiva.
Le imprese piemontesi, che non avevano mai mostrato interesse per il trasferimento al Nord del modello della Zes, hanno espresso appoggio al piano. «Torino e il Piemonte sono già un territorio industriale, che ha storia e competenze per poter continuare a esprimere una manifattura d’eccellenza», hanno dichiarato Marco Gay e Andrea Amalberto, rispettivamente presidente dell’Unione industriali Torino e presidente di Confindustria Piemonte. Sono disponibili a un confronto con le istituzioni, le associazioni datoriali e i sindacati, certi che dall’ascolto e dal dialogo si possano individuare proposte utili per dare attuazione a questa iniziativa. Il piano potrebbe diventare una leva per accompagnare la trasformazione dell’intera filiera della componentistica, soprattutto in un contesto di crisi dell’auto e di innovazione industriale. L’idea è di concentrare misure di semplificazione su territori e settori specifici, per favorire gli investimenti, la riconversione produttiva e l’arrivo di nuove imprese. Il meccanismo sarà definito nelle prossime settimane attraverso il confronto tra ministero e Regioni.
Il Piemonte è un modello di riferimento per l’attuazione italiana dell’Industrial Accelerator Act.
Le imprese piemontesi sono disponibili a un confronto con le istituzioni e i sindacati per dare attuazione al piano.
