Piscine, la Camera approva la stretta sulla sicurezza dei bocchettoni
La Camera vota con 244 sì l’emendamento al decreto Sport per vietare l’effetto risucchio nelle piscine. Chiusura se i bocchettoni non sono a norma.

La Camera dei Deputati ha approvato una stretta normativa sulla sicurezza delle piscine italiane. Con 244 voti favorevoli e il sostegno bipartisan, è stato approvato l’emendamento al decreto Sport che introduce controlli stringenti sui bocchettoni di aspirazione. Se questi dispositivi non risulteranno conformi alle norme di sicurezza, gli impianti dovranno chiudere: una misura drastica volta a prevenire i rischi derivanti dall’effetto ventosa, che rappresenta un pericolo reale soprattutto per i bambini.
Le nuove norme sui bocchettoni
Il fulcro della riforma riguarda la sicurezza dei bocchettoni, ossia i fori di aspirazione dell’acqua nelle vasche. Secondo il biologo Saul Aiolfi, questi dispositivi devono essere dotati di meccanismi specifici in grado di impedire l’effetto risucchio, una condizione che si verifica quando la pressione negativa causa l’aderenza del corpo umano alla grata o al fondo della piscina, impedendo il distacco.
Il problema non è affatto secondario dal punto di vista della prevenzione. Aiolfi ha sottolineato come per un utente ordinario risulti difficile valutare autonomamente la sicurezza di una vasca solo osservandola. La conformità normativa dei bocchettoni non è cioè una questione che chiunque può verificare con la semplice ispezione visiva: sono necessari controlli tecnici specifici e la presenza di dispositivi di protezione idonei.
Le conseguenze della non conformità
La novità introdotta dal decreto riguarda soprattutto le conseguenze in caso di inadempienza. Se i bocchettoni non saranno a norma e non riusciranno a impedire l’effetto ventosa, l’impianto dovrà chiudere. Non si tratta più, dunque, di una semplice sanzione amministrativa o di un ordine di manutenzione: è il veto al funzionamento della piscina stessa finché non siano risolti i problemi di sicurezza.
Questo approccio rappresenta un cambio di paradigma nella regolamentazione degli impianti natatori. Piuttosto che consentire l’esercizio con defezioni tecniche e affidarsi ai controlli successivi, il nuovo quadro normativo impone ai gestori di garantire sin dall’avvio della stagione estiva o invernale che tutti i dispositivi di sicurezza rispettino gli standard richiesti. In caso contrario, la chiusura immediata diviene lo strumento di enforcement più diretto.
La misura è stata approvata con un ampio consenso parlamentare, il che testimonia come la sicurezza nelle piscine sia stata riconosciuta come prioritaria indipendentemente dalle appartenenze politiche. I 244 voti favorevoli rispecchiano una convergenza su temi di sicurezza pubblica, specialmente considerando che le piscine sono frequentate da molti bambini e adolescenti durante l’estate.
L’impatto concreto sul settore sarà significativo. I gestori di impianti dovranno effettuare verifiche tecniche approfondite dei loro bocchettoni, eventualmente procurare e installare dispositivi di sicurezza aggiuntivi se quelli esistenti risultassero non idonei, e sottoporre gli impianti a controlli ufficiali prima di accogliere i bagnanti. Il costo economico di tali adeguamenti ricadrà sugli operatori del settore, con possibili effetti sulle tariffe di accesso.
Complessivamente, l’approvazione dell’emendamento rappresenta un tentativo dello Stato italiano di elevare gli standard di sicurezza negli ambienti acquatici. La preventivazione e l’eliminazione del rischio ventosa costituiscono uno step importante nella protezione dei fruitori, in particolare dei minori, dai pericoli legati agli impianti natatori. Il decreto Sport, arricchito da questo intervento normativo, entra dunque in una fase di attuazione che richiederà vigilanza sia dal lato amministrativo che dal lato della compliance degli operatori privati e pubblici.
