Radioterapia in Campania: mancano i fondi, la Regione cerca un accordo
Vertenza radioterapia in Campania: mancano i fondi, la Regione cerca un accordo per garantire la continuità delle cure.

La Campania si trova a un bivio cruciale per la continuità delle cure di radioterapia, con i fondi necessari ancora non stanziati e un’emergenza che rischia di mettere in pericolo la salute di migliaia di pazienti. Ieri pomeriggio si è svolta una riunione in Regione, tra il fronte dei centri accreditati di radioterapia, rappresentati da Bruno Accarino, presidente dell’Associazione Sindacato Nazionale Radiologi, e la direzione Salute di palazzo Santa Lucia, con il dirigente in capo Ugo Trama, Pietro Buono e l’ufficio di gabinetto del Governatore Roberto Fico. L’incontro, lungo e impegnativo, ha visto il tentativo di trovare un accordo per risolvere una situazione di stallo che dura da oltre un anno.
Contratti e programmazione in sospeso
Al centro della vertenza ci sono i contratti con le Asl e il rinnovo della programmazione regionale, rimandati da tempo. La Campania, pur disponendo dei fondi necessari per garantire la continuità delle cure, non ha ancora tradotto in adeguamenti tariffari il nuovo nomenclatore nazionale, che include prestazioni innovative per la radioterapia. «Nel 2025 i centri di radioterapia hanno aggiornato le dotazioni tecnologiche e assicurato ai malati di tumore, presi in carico della Rete oncologica regionale – spiega Accarino – tutte le innovative cure previste dal tariffario Lea ma continuando ad operare con il vecchio e inadeguato budget e senza alcun adeguamento del contratto.»
La mancanza di certezze sulle risorse ha creato un clima di incertezza per i pazienti, che potrebbero essere costretti a rivolgersi a una rete pubblica sovraccarica o a cercare cure in altre regioni, alimentando il fenomeno dell’emigrazione sanitaria. La rete pubblica assorbe solo il 30% dei fabbisogni, e non può aumentare i carichi a causa delle carenze di personale tecnico. La situazione si complica ulteriormente con la programmazione regionale, che rischia di scattare lo stop all’attività pubblica a partire dal primo agosto, spostando le cure esclusivamente a strutture private.
Un sistema sanitario in crisi
La crisi della radioterapia segue quella di altre componenti del sistema sanitario regionale, come le Case di cura, i pronto soccorso accreditati e le strutture di riabilitazione, che operano con tariffe inadeguate e contratti scaduti. Tutti i nodi sono al centro di una seduta monotematica del Consiglio regionale prevista per il 31 luglio. La Campania, pur disponendo dei fondi necessari, non ha ancora trovato una soluzione concreta, e i centri accreditati temono che un’ulteriore dilazione possa portare a contenziosi, ingiunzioni di pagamento e un aumento delle spese legali.
La Regione ha espresso un’apertura per un accordo, e le parti si ritroveranno oggi al Centro direzionale per definire numeri, fabbisogni, tariffe, tabelle e risorse. La Campania in cassa ha i fondi per garantire la continuità delle cure. «Servono atti concreti» ha sottolineato Accarino, che ha ribadito la necessità di un adeguamento del budget e nuovi contratti. La programmazione regionale è ferma da oltre un anno. La situazione rimane delicata, ma la volontà di trovare una soluzione sembra essere presente da entrambe le parti.
