Renato Rallo, 71 anni, a rischio espulsione per mancanza di reddito in Svizzera

Un anziano italiano, malato e senza reddito sufficiente, rischia di essere espulso dalla Svizzera.

Un anziano in difficoltà, a rischio di espulsione

Renato Rallo, un italiano di 71 anni, vive in Svizzera da sedici anni e si trova in una situazione drammatica. Dopo un lungo periodo di lavoro e una vita ricostruita, l’uomo è ora a rischio di espulsione per mancanza di reddito sufficiente. La sua storia, raccontata da un articolo di Newslab Attualità, mostra un quadro di sofferenza fisica e sociale estremo. L’uomo, originario della provincia di Caserta, ha lasciato l’Italia nel 2009 con l’intenzione di ricostruirsi una vita. Dopo un periodo di lavoro in Svizzera, si è stabilito a Bodio, dove vive in una stanza al secondo piano di un ristorante-pensione. L’uomo, però, è costretto a deambulare con stampelle a causa di ripetute fratture ai femori. Le sue condizioni sanitarie sono gravi: oltre ai problemi ortopedici, soffre anche di un carcinoma. La sua stanza, ridotta a un piccolo letto e un cucinino, è sparsa di farmaci e appare desolante.

La sua vita in Svizzera è stata segnata da lutti e difficoltà. L’uomo ha gestito un’attività in proprio dal 1979 fino al 2004, un garage specializzato nella riparazione dei radiatori per autovetture e camion. Dopo decenni di intenso lavoro, il volume delle commesse è progressivamente calato a causa dell’evoluzione tecnologica dei veicoli. In parallelo alle difficoltà professionali, si è aggiunta la fine del suo matrimonio. La svolta sembrava essere arrivata nel 2008 quando, proprio a Mondragone, Renato incontra una persona legata a un locale di Giornico, nella Svizzera italiana. Vista la possibilità di un nuovo inizio, nel 2009 prende la decisione definitiva di trasferirsi in Cantone Ticino, trovando occupazione come tuttofare nel locale notturno di Giornico. L’esperienza elvetica, tuttavia, si rivela subito accidentata: dopo appena un anno l’attività fallisce. Più tardi riesce a ripartire trovando un impiego all’interno di un ristorante di Pollegio. Dopo tre anni di lavoro stabile, nel 2015 iniziano le problematiche fisiche. La prima frattura al femore avviene in modo del tutto banale, a causa di una caduta accidentale mentre camminava per strada. Da quel momento inizia una vera e propria via crucis medica.

La mancata richiesta del permesso C e la sua situazione economica

Secondo la legge svizzera, dopo cinque anni di residenza continua, Renato avrebbe potuto richiedere il permesso C, che garantisce una maggiore tutela giuridica. Tuttavia, le autorità elvetiche hanno rifiutato la sua richiesta, indicando che le sue entrate non sono sufficienti per autosostentarsi. L’uomo vive con un reddito mensile inferiore ai 1.000 franchi svizzeri. La sua pensione, sia italiana che svizzera, è modesta, e le spese fisse, come l’affitto e l’acquisto del cibo, lo mettono in difficoltà. Tra le uscite fisse figurano 450 franchi al mese destinati all’affitto della stanza, a cui si aggiungono i costi per l’acquisto del cibo. Per quanto riguarda la cassa malati, l’uomo beneficia dell’accesso ai sussidi statali. È proprio questo l’elemento centrale che ha condotto alla revoca del permesso di soggiorno B: secondo le autorità elvetiche, le sue entrate finanziarie non sono ritenute idonee e sufficienti a giustificare la permanenza sul suolo svizzero.

La sua situazione è drammatica e senza via d’uscita. L’uomo ha ereditato 30.000 franchi da uno zio deceduto in Francia, importo che si è ridotto agli attuali 18.000 franchi a causa delle rilevanti spese ospedaliere che ha dovuto sostenere. «Attingendo anche a quei soldi che ho sul conto – conclude Renato – io potrei comunque stare a galla qui in Svizzera. Ho fatto ricorso fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Capisco la legge. Ma penso che il mio caso sia una questione di umanità». L’uomo, però, non ha perso la speranza e continua a sperare in una soluzione. La sua storia rappresenta un caso estremo di sofferenza, dove la mancanza di reddito e le condizioni sanitarie si fondono in un dramma umano.