Restauro del simulacro di Sant’Isidoro Agricola a Nicosia: un progetto di tutela e comunità
A Nicosia si presenta il restauro del simulacro di Sant’Isidoro Agricola, frutto di collaborazione tra confraternite e parrocchia.
Nella serata del 23 settembre, la chiesa di San Michele a Nicosia ha ospitato la presentazione del restauro del simulacro di Sant’Isidoro Agricola, patrono degli agricoltori e dei braccianti. L’evento, suggellato dalle note della banda musicale diretta da Giuseppe Tamburello, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle confraternite locali e di figure chiave del territorio. Il progetto, frutto di un lungo percorso di collaborazione, rappresenta un momento di coesione sociale e tutela del patrimonio culturale nicosiano.
Un’idea nata nel 2024
La svolta è maturata nel 2024, quando la commissione festeggiamenti, composta da Mario Coltiletti (mastro di festa), Gian Filippo Lambusta (presidente), Marco Bruno e Salvatore Ripollino, ha tracciato la rotta per il restauro. L’obiettivo era trovare una soluzione alternativa ai festeggiamenti, in vista di un possibile rinvio o annullamento. La maturità e la sensibilità del parroco, delle confraternite e della commissione hanno portato a una decisione concreta: rinunciare agli eventi per destinare le risorse economiche al cantiere di restauro. La decisione ha segnato un passo importante verso la tutela del patrimonio culturale. La commissione ha avanzato una proposta concreta, corredata da una prima bozza di intervento curata da Gaetano Caruso, lasciando alla parrocchia un contributo residuo volto ad innescare una raccolta fondi tempestiva. Un’idea immediatamente raccolta e sostenuta dalle Confraternite.
Un lavoro di collaborazione e programmazione
Il percorso ha trovato ulteriore linfa nella primavera del 2025, in occasione dei festeggiamenti in onore di San Michele Arcangelo. La commissione, composta da Roberto Li Volsi, Davide Rizzone, Mario Di Pasquale e Marco Bruno, ha scelto di destinare parte dei proventi al progetto. Tuttavia, il cammino ha dovuto fare i conti con la storia e il lutto: il 21 aprile, giorno di Lunedì dell’Angelo e della festa, la drammatica notizia della scomparsa di Papa Francesco ha gettato nello sgomento la comunità.
La comunità ha reagito con unità e sensibilità, scegliendo di sospendere le manifestazioni esterne. Di concerto con il parroco, si è optato per l’immediata sospensione di tutte le manifestazioni esterne. La decisione, però, ha portato a una collaborazione più stretta tra le confraternite e la parrocchia. Nel maggio 2025 è stato ufficialmente commissionato il progetto esecutivo al maestro Gaetano Caruso e avviato l’iter ecclesiastico presso la Curia. Nel giugno successivo, il dossier è stato trasmesso alla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Enna, che ha concesso l’autorizzazione, corredandola di alcune prescrizioni, tra cui la stipula di una polizza assicurativa che ha incrementato del 10% il valore complessivo dell’opera.
Archiviati i preparativi e i festeggiamenti di Sant’Isidoro per l’edizione 2025, la statua è stata infine trasferita nel laboratorio di restauro per l’avvio materiale dei lavori. Il restauro, curato da Gaetano Caruso, ha visto la partecipazione attiva del parroco Delfio Scandurra, custode dell’opera. La serata di presentazione, suggellata dalle note della banda musicale, si è conclusa in un clima di calorosa convivialità, suggellando il trionfo della coesione sociale e della tutela del patrimonio culturale nicosiano.
