Rkomi racconta i dieci anni di carriera e il ritorno a casa con l’EP *A Milano
Rkomi parla dei dieci anni di carriera e del ritorno a casa con l’EP *A Milano*, ricantando i primi successi e riflettendo sul cambiamento.
Rkomi, artista italiano che ha fatto parlare di sé negli ultimi dieci anni, torna a parlare del suo passato e del presente in un’intervista rilasciata a dieci anni esatti da quando ha iniziato a fare musica. L’artista, che ha vissuto un’esperienza di successo e crescita personale, racconta come si sentiva all’epoca e come si sente oggi. «Questi sono i 30 anni. Fare una canzone che in qualche modo ha parlato a loro è come se ti rendesse più bello, poi magari sei la solita merda», dice con un sorriso ironico, riferendosi al momento in cui ha iniziato a fare musica. L’EP *A Milano*, che celebra un decennio di musica, è il frutto di un percorso che lo ha portato a esplorare diversi generi musicali e a ritornare a casa, dove ha trovato radici e un nuovo senso di appartenenza.
Un viaggio musicale e personale
Il ritorno a casa con l’EP *A Milano* rappresenta un momento di riflessione e di crescita per Rkomi. «L’artista in questione era Rkomi, che nei dieci anni successivi ha fatto dei giri immensi, nei generi musicali e nello show business italiano», spiega, ricordando come la sua carriera sia stata un’esperienza di trasformazione. L’EP, che include pezzi tratti dai lavori più rap come *Dasein Sollen*, *Io in Terra* e *Ossigeno*, è un omaggio ai primi successi e un’occasione per ricantare canzoni che lo hanno reso famoso. «Con Decrescendo avevo deciso di mettere da parte le relazioni, mi sono detto: faccio sempre gli stessi errori, continuo a sbagliare, c’è qualcosa che non va in me», racconta, rivelando una fase di riflessione e di distacco dalle relazioni personali.
La musica è sempre stata un modo per esprimere la verità. Rkomi ha anche parlato del suo rapporto con il pubblico e con i fan. «Fare una canzone che in qualche modo ha parlato a loro è come se ti rendesse più bello, poi magari sei la solita merda», dice con un tono ironico, ma anche con una profonda consapevolezza. L’artista ha anche raccontato come il suo stile musicale sia evoluto nel tempo, passando dal rap al pop e a generi diversi. «Con il rap non mi sono mai accontentato perché ho avuto tempo di capire cosa mi piaceva prima di cominciare a farlo», spiega, sottolineando la sua passione per la musica e la sua volontà di migliorare. L’esperienza con artisti come Elisa e Jovanotti ha rappresentato un ulteriore passo nella sua crescita artistica.
Un’esperienza di confronto con il passato
Rkomi ha anche parlato del suo rapporto con i fan, sottolineando che non pensa mai a loro quando crea musica, ma si concentra su ciò che sente e su ciò che vuole esprimere. «Torniamo a Sanremo. Capisco l’entusiasmo della prima volta, ma la seconda? La seconda ero disilluso, sono andato soltanto per il brano», racconta, mostrando una profonda consapevolezza del suo percorso. L’artista ha anche ammesso che alcuni dei suoi vecchi brani lo fanno sentire un po’ vergognoso. «Anche nei vecchi dischi che sto ricantando ora ci sono cose interessanti, e altre di cui un po’ mi vergogno», ammette, rivelando una sincerità che lo distingue.
Il ritorno a casa è un momento di riflessione. L’EP *A Milano* non solo celebra un decennio di musica, ma anche una crescita personale e artistica. Il ritorno a casa rappresenta un momento di confronto con il passato, ma anche un’occasione per guardare al futuro con fiducia e determinazione. L’artista, che ha vissuto un’esperienza di successo e di trasformazione, continua a cercare nuove sfide e a esplorare nuovi generi musicali, mantenendo sempre la sua autenticità e la sua passione per la musica.
