Roberta Cocco: L’AI arriva dopo il nostro pensiero, non prima

Roberta Cocco, ex Microsoft e assessora digitale, spiega come l’AI non sostituisce l’intelligenza umana.

Roberta Cocco, ex dipendente di Microsoft, assessora alla Trasformazione Digitale a Milano e consulente del ministro Colao nel governo Draghi, ha condiviso la sua visione sull’intelligenza artificiale e il ruolo delle donne nel mondo del lavoro. La sua esperienza, raccolta nel libro “Mente, cuore, mani. Le competenze come infrastruttura del futuro”, si basa su una carriera che ha visto l’evoluzione del digitale da un’innovazione a una chiave di lettura per il futuro. «L’AI arriva sempre dopo il nostro pensiero», ha sottolineato, sottolineando l’importanza di non delegare il giudizio a macchine, ma di sfruttare la tecnologia come strumento di supporto.

Da Microsoft alla PA: una carriera fatta di sperimentazione

Roberta Cocco ha iniziato la sua carriera in Microsoft nel 1991, quando si sentiva inadeguata a causa della sua formazione umanistica. «All’inizio mi occupavo di eventi, ero poco più di una stagista», ha ricordato. Con il tempo, però, ha imparato a leggere la tecnologia attraverso le persone e i loro bisogni. «Le mie competenze erano una chiave per comprendere la tecnologia», ha spiegato. Dopo vent’anni in Microsoft, ha lavorato come assessora alla Trasformazione Digitale a Milano e come consulente del ministro Colao. «Il fascicolo digitale del cittadino, creato grazie alla collaborazione tra i vari dipartimenti, è un risultato di cui sono particolarmente orgogliosa», ha detto, sottolineando l’impatto positivo del digitale nella vita quotidiana.

La sfida dell’AI: non delegare il giudizio

La figura dell’AI, in particolare, ha suscitato molte discussioni. «Non possiamo competere con l’AI, ma non possiamo permetterci di delegare a lei il nostro giudizio», ha affermato Roberta Cocco. Secondo lei, l’intelligenza artificiale offre il massimo valore quando arriva dopo il pensiero umano, non prima. «L’AI ci restituisce sempre un semilavorato, e noi dobbiamo rivalutarlo, correggerlo», ha spiegato. «Nessuna AI dovrà mai sostituire la responsabilità di chi decide come usarla», ha concluso, sottolineando l’importanza del controllo umano nel processo decisionale.

La sua visione si estende anche al mondo della scuola e alla formazione. «La scuola in senso ampio deve sfruttare le nuove tecnologie per aumentare la capacità e il valore dell’apprendimento», ha detto. «Dobbiamo superare il concetto di apprendimento come puro nozionismo. Dobbiamo insegnare ai nostri figli a fare domande, a lavorare insieme», ha aggiunto. «Il ruolo degli insegnanti è e sarà ancora più importante», ha sottolineato, mettendo in luce l’importanza della figura umana nell’educazione. Roberta Cocco ha anche parlato del ruolo delle donne nel settore tecnologico. «Non sono preoccupata per il futuro delle ragazze, ma vorrei comunque lasciare uno spunto per tutte le donne: non sentitevi mai mancanti in qualcosa. Sperimentate, anche con la tecnologia», ha detto. «Purtroppo a volte facciamo un passo indietro perché non ci sentiamo all’altezza», ha riconosciuto, sottolineando l’importanza di superare le barriere interne per raggiungere il successo.

  • Ha lavorato più di vent’anni in Microsoft
  • Assessora alla Trasformazione Digitale a Milano
  • Consulente del ministro Colao nel governo Draghi
  • Docente in SDA Bocconi School of Management e LIUC
  • Autrice del libro “Mente, cuore, mani. Le competenze come infrastruttura del futuro”

Con la sua esperienza, Roberta Cocco ha messo in luce come l’AI non debba mai sostituire l’intelligenza umana, ma anzi, dovrà essere affiancata da competenze umane sempre più rilevanti. «Solo ora con l’accelerazione dell’intelligenza artificiale ci siamo resi conto di quanto sia importante la regolamentazione», ha concluso, sottolineando l’importanza di un approccio equilibrato e responsabile verso l’innovazione tecnologica.