Sestu chiede i bus Ctm, ma i contratti restano in proroga: la situazione e i tempi per una svolta

Sestu chiede i bus Ctm, ma i contratti restano in proroga: la situazione e i tempi per una svolta

Sestu chiede i bus Ctm, ma i contratti restano in proroga: la situazione e i tempi per una svolta
Sestu chiede i bus Ctm, ma i contratti restano in proroga: la situazione e i tempi per una svolta

La richiesta di Sestu per i bus Ctm non è rifiutata, ma i contratti restano in proroga

L’assessora regionale ai Trasporti Barbara Manca ha chiarito che non c’è un “no” politico all’ingresso dei bus Ctm a Sestu, ma un blocco normativo che impedisce modifiche sostanziali ai contratti attuali. I contratti sono in proroga tecnica, una condizione che limita l’estensione dei servizi. La Regione ha smentito voci circolate in questi giorni, secondo cui avrebbe detto “no” al Ctm, sottolineando che la questione non è politica ma legale. L’obiettivo è garantire prestazioni efficienti e standard di qualità elevati per tutti gli utenti, indipendentemente dall’azienda che gestisce la linea.

La Regione non ha posto alcun veto all’ingresso di Sestu nella rete Ctm. L’esponente dell’esecutivo regionale ha riconosciuto lo sviluppo demografico ed economico della cittadina, sottolineando che la Regione non si oppone a un potenziamento delle frequenze da parte di Arst, ma che si tratta solo di questioni di contratti e risorse disponibili.

La riforma del settore e i tempi per una svolta

Per arrivare ai nuovi contratti di servizio, serviranno tre passaggi chiave. In primis, il piano regionale dei trasporti, atteso da oltre trent’anni, per il quale è in fase di completamento la valutazione ambientale strategica (Vas). Poi c’è il piano dei servizi minimi, la cui conclusione è prevista entro l’autunno. Terzo: la legge di riforma che definirà le regole su competenze e affidamenti alle aziende del settore. L’assessora Manca ha ricordato che l’adeguamento del settore del trasporto pubblico locale (Tpl) è in ritardo da vent’anni, e che la conclusione dell’iter di riforma è prevista entro il 3 dicembre 2019, come stabilito dal regolamento UE del 2007.

La riforma del settore è un passaggio fondamentale per superare i limiti normativi. L’iter di programmazione, che dovrebbe concludersi da tempo, è ancora in corso, e la Regione ha ribadito che non è possibile modificare in modo sostanziale l’assetto dei servizi senza un adeguamento normativo. L’opposizione, rappresentata dal Movimento 5 Stelle, ha smascherato le fake news circolate in questi giorni, sottolineando che la Regione non ha posto alcun veto all’ingresso di Sestu nella rete Ctm. I cittadini chiedono un’amministrazione che rispetti i diritti del territorio, con frequenze dignitose e collegamenti reali.

Michela Mura, ex candidata sindaca del Campo Largo, ha accusato il centrodestra di boicottare Sestu e di non affrontare i nodi contrattuali da anni. Parla di una strategia dell’immobilismo, in cui si dà la colpa a chi propone soluzioni, per mantenere il status quo. L’esponente del Campo Largo ha anche sottolineato che si somministrano questionari ai cittadini sul trasporto pubblico come se la questione fosse nata ieri, facendo passare per “notizie” criticità e nodi contrattuali che si trascinano da anni. La strada per una svolta passa attraverso la riforma del settore e la conclusione dell’iter di programmazione, che è in corso da anni. La Regione ha ribadito che non è possibile modificare in modo sostanziale l’assetto dei servizi senza un adeguamento normativo, e che l’obiettivo è garantire prestazioni efficienti e standard di qualità elevati per tutti gli utenti.