Il sistema di incentivi per le moto elettriche in Spagna si complica dopo sei anni di tentativi
In Spagna, il sistema di incentivi per le moto elettriche si complica dopo sei anni di tentativi, con nuove regole e sfide per i compratori.

Il sistema di incentivi per le moto elettriche in Spagna si complica dopo sei anni di tentativi, con nuove regole e sfide per i compratori. Il governo ha approvato le basi del Programma Auto+, il piano che sostituirà il Moves III e permetterà sussidi fino a 1.100 euro per motociclette elettriche e 1.500 euro per microcoches. Tuttavia, è necessario attendere la pubblicazione della convocazione definitiva nel BOE per richiedere le aiuti. Madrid è uno dei casi più noti, ma non l’unico. In diversi comuni, i proprietari possono beneficiare di importanti sconti fiscali per l’iscrizione di veicoli a zero emissioni.
Un sistema complesso che si evolve
Il programma introduce un nuovo sistema di calcolo chiamato EEE (Eléctrico, Económico y Europeo), che distribuisce l’aiuto in base a diversi criteri. Solo l’acquisto di una motocicletta elettrica che soddisfa i requisiti garantisce il 75% della sovvenzione, ovvero 825 euro. Gli importi restanti dipendono dal fatto che il veicolo sia stato montato nell’Unione Europea e dalla composizione della batteria. Inoltre, il programma è compatibile con la deduzione del 15% nel IRPF, una misura che può aumentare l’importo totale dell’acquisto, sebbene l’aiuto diretto venga tassato come guadagno patrimoniale.
Un laberinto di burocrazia
Comprare una moto elettrica oggi implica rivolgersi a quattro finestre diverse: il programma statale, la deduzione del IRPF, le aiuti regionali quando esistono e le bonifiche comunali. La complessità del sistema ha portato a una serie di modifiche nel tempo, con convocazioni regionali, plazos variabili e condizioni che cambiano di volta in volta. La situazione ha portato alcune aziende, come Velca, a creare i propri programmi “Velca Moves III” e “Velca Moves IV”, in cui scontano direttamente l’aiuto pubblico e gestiscono l’intera procedura amministrativa.
La pratica è stata molto diversa da quanto era stato inizialmente previsto. Con il passare degli anni, il sistema ha accumulato strati di burocrazia. Le aiuti dipendevano da convocazioni regionali, i tempi di pagamento variavano da una comunità a un’altra e, in alcuni casi, il compratore poteva attendere mesi per ricevere il denaro. A questa situazione si aggiungeva un altro problema: quasi ogni nuova edizione modificava un requisito. Cambiavano le cifre, i limiti di prezzo o le condizioni per accedere alle sovvenzioni, costringendo sia i compratori che i concessionari a ripartire da zero. Il Programma Auto+ nasce con l’intenzione di mettere un po’ d’ordine in questo scenario e, inoltre, con carattere retroattivo per tutte le compras effettuate a partire dal 1° gennaio 2026. Tuttavia, le motociclette continuano a occupare un ruolo secondario all’interno del programma, con aiuti molto inferiori a quelli previsti per i veicoli a motore, una delle principali critiche del settore.
La complessità del sistema ha reso difficile per i compratori comprendere e sfruttare al massimo le opportunità offerte. Molti concesionari di motociclette elettriche hanno espresso la difficoltà nel spiegare le normative e le condizioni di accesso alle sovvenzioni. Anche se il programma offre un tetto di 1.100 euro per le motociclette elettriche, non tutti i compratori riceveranno automaticamente questa somma. Inoltre, il sistema non è stato in grado di risolvere alcuni dei problemi storici, come l’esclusione dei ciclomotori elettrici e il limite di prezzo di 10.000 euro, che penalizza modelli di maggiore prestazione.
Il settore chiede un quadro di incentivi più stabile e adatto alle esigenze reali del mercato delle due ruote. Nonostante il ritorno delle sovvenzioni, il mercato spagnolo di motociclette elettriche continua a crescere lentamente. Nel primo semestre del 2026, le matricolazioni di veicoli elettrici di categoria L sono cresciute del 7,5%, rispetto al 24,3% del mercato complessivo. Questa differenza ha spinto il settore a continuare a chiedere un sistema di incentivi più chiaro e adatto alle caratteristiche specifiche delle due ruote.
