Sostegno alle famiglie fragili: 140 mila euro al programma “Pippi” a Riccione
Riccione dedica 140 mila euro al programma Pippi per supporto alle famiglie fragili, con interventi personalizzati e prevenzione.

Il distretto socio-sanitario di Riccione ha stanziato 140 mila euro per il programma nazionale “Pippi”, un progetto di intervento integrato finalizzato a prevenire l’istituzionalizzazione delle famiglie fragili. Dal 2023 al 2026, 32 famiglie hanno già beneficiato di interventi personalizzati, con ulteriori 30 previsti tra il 2026 e il 2027. L’iniziativa, ispirata alla resilienza del personaggio di Pippi Calzelunghe, mira a creare una rete di supporto tra servizi sociali, scuola, sanità e enti del terzo settore, con l’obiettivo di offrire percorsi condivisi di sostegno ai nuclei familiari.
Intervento personalizzato e prevenzione precoce
Il programma Pippi si basa su quattro dispositivi operativi: l’educatore domiciliare, i gruppi genitori-bambini, il partenariato scuola-famiglia-servizi e le reti di supporto informale. Questi strumenti permettono di affiancare i genitori nella gestione quotidiana, promuovere la relazione con i figli e garantire continuità educativa tra casa e scuola. L’accesso al programma è stato ampliato, permettendo agli operatori dello sportello sociale territoriale di attivarlo direttamente, senza limiti solo alle valutazioni degli operatori della tutela minori.
La collaborazione tra servizi sociali, scuola e sanità è fondamentale per il successo del programma.
Analisi dei nuclei familiari e vulnerabilità
L’analisi dei nuclei familiari che hanno usufruito del programma Pippi nel distretto di Riccione nel periodo 2023-2026 ha rivelato una distribuzione delle criticità in linea con il quadro nazionale. Il 40 per cento (13 famiglie) ha evidenziato criticità nelle relazioni familiari, come conflittualità genitoriale o assenza di figure di riferimento. Il 31 per cento (10 famiglie) ha mostrato bisogni legati al minore, tra cui disabilità, disagio psicologico o dispersione scolastica. Il 22 per cento (7 famiglie) ha segnalato fragilità del genitore, come dipendenze o patologie psichiatriche, mentre il 6 per cento (2 famiglie) ha evidenziato vulnerabilità economico-abitativa con impatto sulla stabilità familiare. Il Tavolo di lavoro distrettuale 0-6 “Famiglie e Servizi educativi”, attivo dal 2019, ha svolto un ruolo chiave nel promuovere il programma Pippi all’interno dei contesti di lavoro, supportando i docenti nella lettura dei bisogni delle famiglie e nell’indirizzamento alle assistenti sociali del territorio.
Collaborazione tra enti e formazione degli operatori
La collaborazione tra servizi sociali, tutela minori, sanità, scuola e Centro per le famiglie ha creato una rete che condivide linguaggi, obiettivi e interventi. Ad esempio, il Centro per le famiglie ha integrato stabilmente le metodologie Pippi, in particolare la capacità di supportare i genitori attraverso i gruppi e la vicinanza solidale nei propri servizi ordinari. La formazione degli operatori è un aspetto chiave per garantire l’efficacia del programma, con un focus su come leggere i bisogni delle famiglie e attivare percorsi di sostegno.
La partecipazione attiva dei genitori nella definizione degli interventi è un elemento distintivo del programma.
Il percorso prevede un coinvolgimento diretto dei genitori nella definizione degli interventi insieme alle équipe multidisciplinari, attraverso una valutazione condivisa di bisogni, risorse e obiettivi. Questo modello di intervento integrato mira a creare un ambiente familiare sereno, fondamentale per la salute psicofisica e il rendimento scolastico dei bambini, evitando la fatica negli apprendimenti che può portare all’abbandono scolastico e alla precarietà lavorativa.
