Strage di Erba, i coniugi Olindo e Rosa e le confessioni che cambiarono il destino
Due coniugi accusati di omicidio confessarono dopo prove inconfutabili, ma le loro dichiarazioni rimasero un punto cruciale del processo.

La strage di Erba, avvenuta nel 2007, ha visto Olindo Romano e Rosa Bazzi accusati di aver ucciso due vicini a causa di un conflitto di vicinato. Il caso, noto per le confessioni dei coniugi e le prove materiali, ha segnato un momento drammatico nella storia della giustizia italiana. La coppia, descritta come una “follia a due” dagli esperti, aveva un rapporto tossico e dipendente, che si era trasformato in un’escalation di tensioni con i vicini. La causa civile imminente aveva alimentato l’odio, portando a un atto di violenza estremo.
Le confessioni e le prove materiali
Il 10 gennaio 2007, dopo un’ondata di prove inconfutabili, Olindo e Rosa confessarono. L’alibi di una cena al McDonald’s, che risaliva a due ore dopo gli omicidi, era debole, ma le prove materiali erano granitiche: una traccia di sangue di Frigerio nella loro auto e i tabulati elettrici che mostravano un’anomalia nella lavatrice fatta da Rosa nella notte del massacro. Durante le intercettazioni, Rosa si lasciò scappare una frase che ha lasciato un segno indelebile: «Adesso sì che possiamo dormire».
Un processo segnato da dichiarazioni e ritrattazioni
Sebbene i coniugi abbiano in seguito ritrattato le loro confessioni, queste rimasero un punto cruciale del processo. Olindo tentò di proteggere la moglie, mentre lei ammise con freddezza di aver infierito sul bambino e sulle donne. La difesa, però, ha sottolineato che le confessioni furono fatte sotto pressione e che le prove materiali non erano sufficienti a dimostrare l’omicidio. L’udienza con Raffaella Castagna, avvocato difensore, era fissata il 13 dicembre, ma il 8 gennaio 2007 scattarono le manette.
La coppia, nonostante la loro relazione tossica, non aveva urlato la loro innocenza, ma avevano lasciato scappare una frase che ha lasciato un segno indelebile. La frase «Adesso sì che possiamo dormire» è diventata simbolo di un momento di distacco e di sollievo, anche se non era il sollievo di una vittoria.
La strage di Erba rimane un caso emblematico di come le confessioni, sebbene non sempre verificate, possano influenzare il corso di un processo. La coppia, pur avendo un rapporto malato, ha dimostrato una forma di controllo su se stessi, anche se il loro atto di violenza ha avuto conseguenze irreversibili. La giustizia, come sempre, ha cercato di trovare la verità, ma il caso resta un esempio di come le emozioni e le pressioni possano alterare le dichiarazioni di chi è accusato.
La storia di Olindo e Rosa Bazzi, con le loro confessioni e le loro dichiarazioni, rimane un caso che ha scosso l’opinione pubblica e ha messo in luce le complessità del sistema giudiziario. La loro vita, segnata da dipendenza e conflitti, ha portato a un atto di violenza che ha cambiato il loro destino e ha lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva.
