Terremoto in Giappone: il missionario Pime racconta la situazione in zona colpita

Missionario Pime racconta la situazione dopo terremoto in Giappone, chiesa e casa inagibili

Missionario Pime in Giappone dopo terremoto, chiesa e casa inagibili, sfollati e feriti
Missionario Pime in Giappone dopo terremoto, chiesa e casa inagibili, sfollati e feriti

Il terremoto di magnitudo 7,1 che ha colpito il sud-ovest del Giappone il 28 luglio 2026 ha causato danni significativi e ha lasciato un’impronta profonda sulla comunità locale. Padre Ferruccio Brambillasca, missionario del Pime e parroco a Yatsushiro, ha raccontato i momenti drammatici del sisma, sottolineando la gravità della situazione e la necessità di ripristinare le strutture. La chiesa e la casa parrocchiale sono inagibili, mentre la comunità cristiana, composta in gran parte da anziani, si trova in difficoltà per l’assenza di acqua e elettricità.

La situazione in zona colpita

Padre Brambillasca ha descritto come si sia trovato nella casa parrocchiale quando è avvenuto il terremoto, al secondo piano, mentre stava scrivendo. La scossa, avvenuta alle 16, ha causato un forte boato e tremori che hanno messo in allarme la comunità. Il missionario ha raccontato di aver visto l’ospedale di fronte, con i piani superiori che oscillavano vistosamente, e di aver constatato danni anche in quel luogo. La gente ha paura, e la paura è legata a ricordi di terremoti passati, come quello del 2011.

La paura è palpabile, e si sente anche nel racconto del missionario. “La gente ha paura”, ha detto, ricordando che circa dieci anni fa, in zona, ci fu un forte terremoto che causò diverse vittime. Tuttavia, il sisma di quest’anno è stato più violento. Anche se il Giappone è considerato un modello per la prevenzione sismica, i danni sono stati significativi. Gli oggetti all’interno delle abitazioni, come armadi, librerie o mobili pesanti, sono stati la causa di ferite gravi, non tanto per il cedimento delle pareti esterne quanto per l’improvvisa caduta di questi oggetti.

La comunità e le sfide

La comunità cristiana, spesso composta da anziani, si trova in una situazione di emergenza. Molti hanno lasciato le proprie abitazioni per trasferirsi dai parenti, e alcuni si sono feriti. Padre Brambillasca ha spiegato che i fedeli, pur essendo pochi, devono occuparsi delle proprie famiglie e delle proprie case, e non possono pensare immediatamente alle strutture della Chiesa. “È giusto che pensino prima a sé stessi che alle strutture della Chiesa”, ha detto. La casa parrocchiale, la chiesa e la casa del missionario sono inagibili, e ci vorrà almeno un mese per ripristinare tutto.

Nonostante la situazione complessa, Padre Brambillasca ha espresso una forte sensazione di solidarietà. Il vescovo della diocesi di Fukuoka è venuto a trovarlo insieme ad altri due sacerdoti, e ha potuto constatare di persona la gravità della situazione. “La Chiesa locale ci è molto vicina”, ha detto il missionario, sottolineando la fraternità e l’amicizia che si sente in questa fase di emergenza. Inoltre, si stanno mobilitando volontari che, nei prossimi giorni, potrebbero arrivare ad aiutare la comunità. “Da soli è davvero difficile rimettere ordine e recuperare tutto”, ha concluso.

La strada per la ripresa è lunga, ma la comunità, pur provata, non si sente sola. Il missionario, che ha dormito in macchina per la notte e si è trasferito in una zona più tranquilla, continua a seguire la situazione con attenzione e speranza. La Chiesa, come lui stesso ha detto, è un luogo di conforto e di supporto, anche se per ora non è possibile rientrare in alcune strutture. La speranza, però, è forte, e la comunità si prepara a affrontare i prossimi giorni con determinazione.