Texas mette il freno ai data center, richiede dati su consumo energetico e acqua per 1,800 progetti
Texas mette freno a 1,800 data center per verificare dati su consumo energetico e acqua

Il Texas ha messo il freno a circa 1,800 progetti di data center, richiedendo informazioni dettagliate su consumo energetico, acqua e impatto ambientale. La decisione, annunciata dal governatore Greg Abbott, mira a garantire che i progetti rispettino le normative e non mettano a rischio la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini. La richiesta di dati è parte di un moratoria introdotto attraverso l’Electric Reliability Council of Texas (ERCOT) e la Public Utility Commission of Texas (PUCT), che ha reso soggetti a revisione 474 gigawatt di richieste di energia, cinque volte superiori al picco di domanda registrato. La misura, tuttavia, non è stata applicata a tutti i progetti, ma solo a quelli che richiedono connessione alla rete elettrica del Texas.
Verifica dei dati e richieste di informazioni
Secondo l’agenzia, sono state richieste informazioni a 377 aziende di data center, ma solo 28 hanno inviato i dati necessari. Le informazioni richieste includono dettagli sulle tasse, sull’uso di energia e acqua, sulle misure per ridurre l’impatto ambientale e sulla proprietà dei siti. I progetti che non rispetteranno queste condizioni non potranno connettersi alla rete elettrica del Texas. La misura è stata annunciata dopo che diversi data center avevano fallito nel rispondere a un sondaggio del PUCT sul consumo di energia e acqua.
La misura ha reso soggetti a revisione 474 gigawatt di richieste di energia, cinque volte superiori al picco di domanda registrato. La richiesta di dati è parte di un tentativo di garantire che i progetti rispettino le normative e non mettano a rischio la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini. La misura, tuttavia, non ha interessato tutti i progetti, ma solo quelli che richiedono connessione alla rete elettrica del Texas.
Reazioni e critiche
La misura ha suscitato reazioni da parte di diversi esponenti politici e organizzazioni. Il commissario Sid Miller, su Facebook, ha definito la direttiva come “tutti slogan e nessun risultato”, sottolineando che è necessario un’azione legislativa per regolamentare l’industria, che è già la seconda più grande degli Stati Uniti. Al contrario, alcuni hanno visto la misura come un passo in avanti, pur riconoscendo che non è sufficiente. La legislatura statale è stata chiamata a intervenire per stabilire regole più stringenti, soprattutto considerando l’impatto crescente dei data center sull’energia e sull’ambiente.
La misura non ha interessato tutti i progetti, ma solo quelli che richiedono connessione alla rete elettrica del Texas. Ad esempio, i progetti a El Paso, che non rientrano nella giurisdizione dell’ERCOT, non sono stati interessati. Inoltre, i progetti che portano energia propria non sono stati sottoposti a revisione. La misura, tuttavia, ha messo in pausa molti progetti di data center, riducendo la domanda di energia prevista per il futuro.
La decisione del governatore Abbott ha suscitato commenti contrastanti, con alcuni che la vedono come un passo verso una maggiore regolamentazione, mentre altri la considerano una mossa politica senza effetti concreti. Il dibattito sull’impatto dei data center sull’energia e sull’ambiente continua a crescere, con l’attenzione su come le politiche locali possano bilanciare lo sviluppo tecnologico e la sostenibilità. La misura del Texas rappresenta un tentativo di gestire questa complessità, ma la strada per una regolamentazione completa e efficace resta lunga e incerta.
