Textile Hub a Prato, l’IA al servizio del riciclo tessile
A Prato nasce il Textile Hub con intelligenza artificiale e tecnologia a infrarossi per il riciclo dei rifiuti tessili. Impianto da 33mila tonnellate anno nel cuore del distretto manifatturiero.

Nel cuore del distretto tessile di Prato entra in funzione il Textile Hub, una struttura innovativa dedicata al recupero e alla rigenerazione dei materiali tessili. L’impianto, realizzato da Plures con un investimento di 31,3 milioni di euro, rappresenta una delle prime applicazioni su scala industriale in Italia di un sistema di selezione automatizzata basato su intelligenza artificiale e tecnologia a infrarossi. La nuova infrastruttura nasce per trasformare uno dei pilastri storici dell’economia locale, il riciclo tessile, attraverso l’innovazione tecnologica e gli standard moderni di sostenibilità.
Come funziona la selezione automatizzata con l’IA
Al cuore del Textile Hub opera un’intelligenza artificiale integrata con tecnologia Nir (spettroscopia nel vicino infrarosso) capace di identificare in tempo reale la composizione e il colore dei materiali tessili. Questo sistema raggiunge livelli di rapidità e precisione impossibili da ottenere con la sola selezione manuale, accelerando i tempi di lavorazione e riducendo gli errori di classificazione. La tecnologia, già sperimentata in alcuni progetti europei, trova in Prato una delle sue prime implementazioni industriali italiane, confermando il ruolo del territorio come laboratorio di innovazione nel settore.
Il sistema automatizzato non sostituisce il know-how locale, ma lo potenzia: consente di processare quantità maggiori di materiale mantenendo alta la qualità della selezione, elemento cruciale quando l’obiettivo è reintrodurre i rifiuti tessili in una catena di valore che richiede standard precisi.
Capacità di trattamento e fabbisogno regionale
L’impianto è progettato per trattare fino a 33.000 tonnellate di rifiuti tessili all’anno. Di questi, 20.000 tonnellate provengono da materiali post consumo, coprendo sostanzialmente l’intero fabbisogno della raccolta differenziata della Toscana. Le restanti 13.000 tonnellate derivano da scarti pre-consumo generati principalmente dal distretto pratese stesso, creando una filiera integrata che cattura entrambe le principali fonti di tessili a fine vita.
Questa capacità rappresenta un cambio di scala significativo per il territorio. Prato storicamente ha costruito la propria identità sulla rigenerazione dei materiali tessili da più di un secolo, trasformando quello che poteva sembrare uno scarto in una risorsa economica. Il Textile Hub modernizza questa tradizione, intercettando i volumi crescenti di rifiuti tessili che altrimenti avrebbero percorsi meno efficienti.
Lorenzo Perra, presidente di Plures, evidenzia come l’impianto rappresenti qualcosa di più ampio: un investimento pensato per rafforzare la dotazione infrastrutturale della Toscana basata su sostenibilità e efficienza. Secondo quanto riferisce La Ragione, il progetto si inserisce in un piano industriale più articolato con cui Plures sta potenziando la capacità produttiva regionale nel campo dell’economia circolare.
Partenariati e supporto del territorio
Accanto a Plures e al Comune di Prato, il progetto ha visto il coinvolgimento delle principali associazioni di categoria locali e di partner scientifici e tecnologici. Questo modello collaborativo riflette la natura del progetto: non si tratta solo di una struttura industriale, ma di un ecosistema che unisce innovazione tecnologica, tradizione manifatturiera e competenze storiche del territorio.
Il distretto pratese dispone di un patrimonio unico di imprese, competenze e know-how che lo pone come punto di riferimento internazionale per l’economia circolare nel tessile. Il Textile Hub capitalizza questo vantaggio, trasformandolo in una piattaforma moderna e scalabile che può servire non solo la Toscana, ma anche mercati più ampi.
L’impianto rafforza il ruolo di Prato come centro europeo di riferimento nel recupero e nella rigenerazione dei materiali tessili, traducendo la storica competenza locale in soluzioni tecniche rispondenti alle sfide contemporanee di sostenibilità e circolarità.
