Trattoria alla Madonna non è in vendita, ma Lucio Rado parla di crisi della ristorazione di qualità

Trattoria alla Madonna non venduta agli albanesi, Lucio Rado smentisce e parla di crisi del settore

Ristoratore a Rialto smentisce voci di vendita, parla di crisi e futuro del settore
Ristoratore a Rialto smentisce voci di vendita, parla di crisi e futuro del settore

Trattoria alla Madonna non è in vendita, ma Lucio Rado parla di crisi della ristorazione di qualità

La Trattoria alla Madonna, storica osteria di Rialto a Venezia, non è in vendita né è stata ceduta a nessun gruppo estero, precisa il titolare Lucio Rado. L’uomo, figlio del fondatore Fulvio Rado, ha smentito pubblicamente le voci circolate in città, che avevano dato vita a una bufala. «Non è vero che la Madonna è in vendita, né è in vendita», ha chiarito Rado, che porta avanti l’attività da anni. La notizia, però, non è sparita: si è diffusa come un passaparola impazzito, alimentando preoccupazioni e chiacchiere tra i veneziani.

Un passaparola che ha convinto il titolare a smentire

«É da mesi che in città se ne parla», ha raccontato Rado, che ha deciso di intervenire per mettere fine alle chiacchiere. «All’inizio è stato anche divertente, ma la cosa continua. Ho clienti che mi vengono a dire che gli distruggo la vita. Esagerati!», ha commentato con un sorriso. L’uomo ha spiegato che la notizia è nata da un malinteso: la cessione della gestione dell’hotel Savoia e Jolanda, che la famiglia Rado aveva acquistato nel 1988, è stata travisata. «Il passaparola veneziano deve aver travisato la cosa. La città, in questo, è un paesino. Così dalla cessione della gestione dell’albergo si sono inventati la vendita della Madonna», ha spiegato.

La crisi della ristorazione di qualità e la concorrenza straniera Rado ha anche parlato della situazione del settore, sottolineando come la ristorazione di qualità, come la sua, stia affrontando una crisi. «Tra cinesi e albanesi si stanno acquistando tutte le attività a Venezia», ha osservato. «É anche vero che veneziani con tanta voglia di lavorare non ce ne sono. Poi questo è un settore un po’ in crisi, soprattutto i ristoranti tradizionali come il nostro, che hanno tante spese di personale. É avvantaggiato chi lavora male, apre la scatoletta, non bada alla qualità», ha aggiunto. Un futuro incerto e un legame con la tradizione

«Un ristorante come il mio trasforma i prodotti. Io vado al mercato, poi ci sono il cuoco, la cucina, i camerieri che preparano i piatti. Serve tanto personale e una continuità di lavoro per sostenere i costi che a Venezia non c’è», ha spiegato Rado. «Lo abbiamo visto in questi due mesi di caldo, con la gente che mangia meno. A maggio, con l’inaugurazione della Biennale, avevamo fatto il mese record di incassi di tutti i tempi. Un certo tipo di persone continuano a scegliere la Madonna e questo fa piacere. Ma con i costi che ho io, con 35 dipendenti, non basta», ha concluso.

Rado ha anche ammesso che il passaggio generazionale è un tema che affronterà nei prossimi anni. «I miei figli, è vero, hanno scelto altre strade. Sarà una tema che affronterò nei prossimi anni, non nell’immediato. Per me la Madonna è un pezzo di cuore, 70 anni di fatiche di mio padre e mie. C’è un livello di identificazione che non puoi prendere alla leggera», ha detto. «Io sono stato contento di fare questo lavoro. Ma per come sono messe le cose adesso, non vedo un grande futuro per la ristorazione di qualità», ha sottolineato.