Il tunnel di Monza: una soluzione per alleggerire il traffico e riconquistare lo spazio urbano
Monza propone un nuovo tunnel per ridurre il traffico e migliorare la città. Progetto nel PGT 2026.
Monza si prepara a un importante passo nella sua pianificazione urbana con l’introduzione di un progetto di interrimento di viale Gian Battista Stucchi, proposto nel nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT) adottato il 21 settembre 2026. L’obiettivo è alleggerire il traffico e recuperare spazio in superficie, un’idea che si ispira al successo del tunnel della SS36 in viale Lombardia, aperto nel 2013. Quest’ultimo ha ridotto il carico di traffico su una delle strade più congestionate della città, permettendo una riqualificazione del piano stradale e un miglioramento della qualità della vita.
Un’idea ripresa da un precedente
Il progetto di viale Stucchi si ispira al caso della SS36 in viale Lombardia, dove circa due chilometri di statale sono stati portati in galleria, riducendo significativamente il carico di traffico. L’obiettivo è simile: alleggerire il piano stradale e ricucire un pezzo di città oggi segnato dalla viabilità. Il tratto indicato nei documenti va dalla rotatoria di viale Libertà, all’altezza dell’Esselunga, fino alla rotatoria del cimitero urbano. Sull’asse attuale sono circa 2,5 chilometri, anche se per ora non c’è ancora una lunghezza tecnica definita per l’eventuale galleria.
Un’area strategica per la città
La zona di viale Stucchi è tutt’altro che secondaria: passa accanto allo U-Power Stadium, l’ex Brianteo, e all’Opiquad Arena, in un pezzo di città dove convivono impianti sportivi, negozi, attività produttive e traffico quotidiano. Nei giorni di partite ed eventi, il nodo si appesantisce. Il tema, negli uffici comunali, resta sempre lo stesso: separare il traffico di attraversamento dagli spostamenti locali. L’idea, però, non nasce oggi. Un precedente studio di fattibilità prevedeva la riqualificazione dello stadio e del palazzetto, una struttura ricettiva con ristorante e centro congressi, oltre all’interramento di un tratto di viale Stucchi.
Quel piano stimava lavori per circa 40 milioni di euro, di cui circa 3,25 milioni per la parte legata all’interramento. Cifre riferite a quella proposta, non allo scenario attuale del PGT: se l’ipotesi andrà avanti, i conti dovranno essere rifatti. Il tunnel non ha fatto sparire le auto, ma ha spostato una parte consistente dei flussi lontano dalla superficie, permettendo di ricostruire il viale con un ruolo diverso.
Un confronto con Milano
Milano, pur avendo realizzato alcuni interventi sotterranei come il tunnel De Gasperi-Gattamelata al Portello e il tunnel Via del Nord a Porta Nuova, non ha mai realizzato un progetto di portata simile a quello di Monza. Il progetto del tunnel Certosa-Garibaldi, proposto in project financing e dichiarato di interesse pubblico nel 2006, avrebbe dovuto collegare piazza Kennedy con l’area Garibaldi-Repubblica. Negli anni successivi l’idea si allargò, con una tratta verso l’area Expo e un’altra in direzione Linate e Tangenziale Est, fino a immaginare un asse sotterraneo di circa 14,5 chilometri, con un costo stimato attorno ai 2 miliardi di euro. Quel disegno, inserito tra le opere complementari valutate per Expo 2015, non arrivò mai al cantiere.
Monza, adesso, prova a riaprire la partita partendo da una dimensione più urbana. L’interramento di viale Stucchi potrebbe aprire la strada al Parco dello Sport, il progetto pensato per trasformare l’area attorno al Brianteo e al palazzetto. Sopra il tunnel, almeno nelle intenzioni urbanistiche, potrebbero trovare posto percorsi pedonali, verde, servizi e nuovi collegamenti tra gli impianti. Traffico su un viale a più corsie con barriere e rilievi tecnici, immagine che richiama l’ipotesi di interrare viale Stucchi a Monza. Non solo una strada coperta, quindi, ma un cambio di funzione per un’intera porzione di città.
