Usmanov fuori dalle sanzioni UE: il miliardario uzbeko torna in libertà dopo quattro anni

La decisione di revocare le sanzioni europee contro Alisher Usmanov è arrivata dopo quattro anni di pressioni diplomatiche e legali.

Alisher Usmanov, miliardario russo-uzbeko noto per le sue attività filantropiche e le sue relazioni internazionali, è stato rimosso dalle sanzioni dell’Unione europea dopo quattro anni di dibattiti e pressioni diplomatiche. Il 21 settembre 2026, gli Stati membri dell’UE hanno votato per revocare le misure restrittive nei suoi confronti, un passo che ha segnato un cambio di rotta nella sua storia personale e politica. La decisione è arrivata dopo anni di battaglie legali e diplomatiche, con la partecipazione attiva di diversi Paesi, tra cui la Francia, la Slovacchia, l’Italia e la Croazia.

Un ruolo chiave nella diplomazia e nella filantropia

Usmanov, noto per il suo impegno nella promozione di relazioni internazionali e per le sue iniziative umanitarie, ha svolto un ruolo cruciale nella costruzione di ponti tra l’Asia centrale, il Medio Oriente e l’Europa. La sua attività umanitaria, spesso svolta in silenzio, ha incluso l’aiuto per il ritorno di cittadini in patria, l’assistenza durante la pandemia e la gestione di emergenze come il crollo della diga di Sardoba. La sua rete di relazioni, costruita negli anni, ha reso possibile l’accesso di aziende europee a mercati chiave come l’Uzbekistan e il Kazakhstan.

La sua attività ha avuto un impatto significativo in una regione strategica dove convergono gli interessi dell’Unione europea, degli Stati Uniti, della Russia e della Cina.

La decisione di revocare le sanzioni è stata influenzata da una serie di richieste avanzate da diversi Paesi, tra cui la Francia, che ha svolto un ruolo di primo piano. I leader di otto Stati, tra cui la Turchia, l’Uzbekistan, il Kazakistan e il Qatar, hanno sostenuto Usmanov, riconoscendo il suo impatto positivo sulle relazioni internazionali e sul mondo islamico. Inoltre, il Vaticano e diversi imam d’Europa hanno espresso appoggio, sottolineando l’importanza delle sue attività umanitarie e filantropiche.

La pressione diplomatica e le richieste di revoca

Attraverso canali diplomatici e legali, i vertici dell’Unione europea sono stati sistematicamente informati che le sanzioni erano errate e si basavano su affermazioni già confutate. Nel 2026, il team legale di Usmanov ha inviato al Consiglio dell’UE e alla Commissione europea una lettera dettagliata, illustrando le cause vinte. Queste informazioni sono state condivise anche con i governi di diversi Paesi, in primo luogo con l’Uzbekistan. Tra il 2022 e il 2026, sono state corrette o rimossi più di 3.000 articoli in 60 Paesi, mentre sono stati ottenuti più di 20 provvedimenti giudiziari in diversi Stati membri.

La decisione di Bruxelles ha anche messo in luce le contraddizioni della solidarietà europea, con alcuni Paesi baltici che hanno mostrato un pregiudizio anti-russo, nonostante Usmanov sia uzbeko.

Nonostante le sanzioni, Usmanov ha continuato a svolgere un ruolo chiave nella promozione di relazioni internazionali e nella gestione di emergenze. La sua attività ha avuto un impatto positivo non solo per i Paesi dell’Asia centrale, ma anche per l’Europa, dove ha contribuito al recupero di beni culturali e alla promozione di eventi sportivi e culturali. La sua decisione di tornare in libertà segna un momento di riconciliazione tra il suo lavoro e le istituzioni europee.