Vandali danneggiano la capanna Tita Secchi a Cima Caldoline

Vandali danneggiano la capanna Tita Secchi a Cima Caldoline, saccheggiando arredi e foto storiche.

Vandali danneggiano la capanna Tita Secchi a Cima Caldoline, saccheggiando arredi e foto storiche
Vandali danneggiano la capanna Tita Secchi a Cima Caldoline, saccheggiando arredi e foto storiche

La capanna Tita Secchi, situata a Cima Caldoline nei pressi del Passo Maniva, è stata nuovamente danneggiata da vandali. L’episodio, scoperto durante un sopralluogo settimanale da parte dei volontari del gruppo alpinistico “Amici di Cima Caldoline”, ha suscitato preoccupazione e amarezza tra i membri del sodalizio. I malviventi hanno sottratto la storica targa in legno realizzata a mano, rimosso elementi dell’arredo interno e fatto sparire diverse fotografie che documentano le iniziative sociali organizzate nel corso degli anni. Il contenitore delle offerte libere è stato pesantemente danneggiato, aggravando un quadro di sfregio che non è la prima volta nella storia della struttura.

vandalismo e memoria storica

La capanna, intitolata a Tita Secchi, alpinista e partigiano delle Fiamme Verdi, rappresenta un simbolo della Resistenza bresciana. Secchi, insieme ad altri cinque compagni, fu catturato nell’agosto del 1944 e fucilato a Brescia il 16 settembre successivo. La sua attività su quelle vette fu cruciale per l’organizzazione del gruppo S2 della Brigata Perlasca. L’ennesimo atto di vandalismo ha colpito non solo un bene materiale, ma anche un simbolo storico e culturale. La memoria di chi ha lottato per la libertà non può essere cancellata con gesti incivili.

un impegno di volontariato

I volontari del gruppo “Amici di Cima Caldoline” hanno sempre garantito l’apertura gratuita della struttura, assumendosi i costi di manutenzione, di coperture assicurative e di controlli periodici. Recentemente è stata persino commissionata una relazione tecnica a un professionista per certificare la stabilità dell’edificio. La capanna è un punto di riferimento per gli escursionisti della zona, un riparo sempre aperto, privo di gestori, dove chiunque può fermarsi per riposare o consumare un pasto al sacco. La sua esistenza dipende da una collaborazione costante tra volontari e visitatori.

Nonostante l’ennesimo atto di inciviltà, l’attività del gruppo non si ferma. Hanno confermato l’annuale momento di raccoglimento: domenica 13 settembre, alle ore 10:30, la Capanna Tita Secchi ospiterà la celebrazione della Messa, a cui seguirà il tradizionale pranzo al sacco a offerta libera. I volontari hanno già provveduto a raccogliere e documentare tutti gli elementi utili legati al danneggiamento, riservandosi di presentare una formale denuncia alle autorità competenti. Chiedono ai frequentatori della montagna di rispettare la struttura come un bene comune. Il gruppo ha lanciato un forte appello alla civiltà e alla collaborazione, invitando a segnalare tempestivamente eventuali comportamenti sospetti. La capanna Tita Secchi non è solo un rifugio, ma un simbolo di resistenza e di solidarietà. La sua tutela richiede la partecipazione di tutti, per preservare un patrimonio storico e umano.