Oleksandr Muravskyi, ucraino ammanettato dopo fuga: morto in ambulanza

Ucraino ammanettato dopo fuga, morto in ambulanza a Senigallia. Nuovi elementi sulla dinamica dell’inseguimento.

Uomo ammanettato in fuga, morto in ambulanza dopo colluttazione con carabinieri a Senigallia
Uomo ammanettato in fuga, morto in ambulanza dopo colluttazione con carabinieri a Senigallia

Oleksandr Muravskyi, un 35enne originario dell’Ucraina, è morto in ambulanza a Senigallia dopo un’aggressione e un’escalation di tensioni con i carabinieri. L’episodio, avvenuto domenica 5 agosto 2026, ha visto l’uomo, in vacanza in Italia con la famiglia, coinvolgersi in un inseguimento sulla Statale Adriatica 16, in direzione Pesaro-Ancona. L’incidente ha causato un forte scontro con una pattuglia del Radiomobile, che ha dovuto effettuare una manovra d’emergenza per evitare un impatto. L’uomo, in stato di alterazione, ha iniziato a fuggire, causando un’escalation di tensioni che ha portato a un’azione di fermo da parte dei militari.

La dinamica dell’inseguimento e la colluttazione

La dinamica dell’episodio è stata ricostruita in modo dettagliato dalla Procura di Ancona, guidata da Monica Garulli. L’uomo, in possesso di un’auto presa venerdì dopo una lite con la moglie, ha percorso la strada contromano, creando un grave pericolo per gli altri utenti. La pattuglia, costretta a evitare un impatto, ha iniziato un inseguimento. A un certo punto, l’uomo ha sembrato fermarsi, ma poi è ripartito all’improvviso, speronando la gazzella. Sceso dall’auto, è stato ammanettato per un polso dai militari, ma si è divinvolto con forza. Uno dei carabinieri ha esploso un colpo di taser, ma l’uomo non è stato bloccato. Ha fuggito a piedi e è stato fermato da una seconda pattuglia, raggiunta poi dalla prima e da una volante del commissariato.

La colluttazione ha causato ferite a diversi carabinieri, che sono stati medicati in ospedale e dimessi in breve tempo. L’uomo, dopo essere stato bloccato e ammanettato, ha continuato ad agitarsi violentemente, fino a ferire un militare con un morso. A quel punto è stato chiamato il 118. L’uomo è morto in ambulanza, dopo essere stato sedato, senza mai raggiungere il pronto soccorso.

La morte in ambulanza e l’autopsia

L’autopsia, eseguita ieri pomeriggio all’ospedale di Torrette, è stata affidata al consulente del dipartimento di Medicina legale, incaricato dalla Procura. All’esame ha partecipato soltanto il medico legale, senza la presenza di consulenti in rappresentanza delle parti. I familiari della vittima, a oggi, non risultano assistiti da un legale. La Procura ha indicato due quesiti centrali da risolvere: quale sia stata la causa della morte e se, e come, il taser abbia funzionato. L’uomo, nato in Ucraina il 11 marzo 1991, viveva in Polonia, dove lavorava sulle piattaforme offshore. In Italia era arrivato con la famiglia per una vacanza, con base in un hotel tra Rimini e Riccione. L’auto utilizzata, una Bmw bianca con un seggiolino per bambini a bordo, era stata presa venerdì dopo una lite con la moglie.

La dinamica dell’episodio ha visto l’uomo coinvolgere ciclisti, che hanno raccontato di averlo quasi travolto, con un rischio di morte. La Procura ha indicato che non sono indagate le persone coinvolte, poiché hanno agito nell’adempimento di un dovere. Nessuna di loro, al momento, avrebbe nominato un avvocato. La relazione del medico legale dovrà rispondere ai due quesiti principali, che potrebbero chiarire l’evoluzione dell’episodio e le responsabilità coinvolte.