Arabia Saudita, Turchia e Pakistan firmano accordo di difesa comune
Arabia Saudita, Turchia e Pakistan firmano accordo di difesa. Iran critica iniziativa.
L’Arabia Saudita, la Turchia e il Pakistan hanno firmato un accordo di difesa comune, noto come Accordo della Mecca, durante un incontro a Mecca il 7 agosto 2026. L’iniziativa, volta a rafforzare la sicurezza regionale, prevede che un attacco armato contro uno dei tre Paesi sia considerato un attacco contro tutti e tre, in un principio ispirato all’articolo 5 del trattato dell’Alleanza atlantica. La firma è avvenuta in presenza del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, del primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e del presidente turco Recep Tayyip Erdogan.
Un accordo ispirato alla NATO
L’accordo, che ha suscitato interesse internazionale, include una clausola di mutua difesa simile a quella della NATO. Secondo il ministero degli Esteri pakistano, il testo contiene l’equivalente dell’articolo 5 della NATO, che stabilisce che un attacco contro uno degli Stati membri sia considerato un attacco contro tutti. L’iniziativa è stata presentata come un passo verso una maggiore cooperazione in materia di sicurezza e una promessa di pace e stabilità nella regione. L’obiettivo è rafforzare la deterrenza collettiva contro qualsiasi atto di aggressione.
Il patto, che ha ricordato il trattato con cui fu fondata la NATO nel 1949, è stato firmato in un contesto di guerra e tensioni nella regione. L’Arabia Saudita, la Turchia e il Pakistan hanno sottolineato i legami storici e la solidarietà islamica come base per l’intesa. L’obiettivo è rafforzare la sicurezza collettiva e promuovere la pace e la stabilità in Medio Oriente. L’accordo prevede il potenziamento della cooperazione in materia di difesa e l’espansione del patto a altri Paesi della regione.
Reazioni internazionali e contesto regionale
L’Iran ha espresso preoccupazione per l’accordo, sottolineando che non garantisce sicurezza all’Arabia Saudita. Il portavoce della commissione parlamentare iraniana per la Sicurezza nazionale e la Politica estera, Ebrahim Rezaei, ha avvertito che l’Arabia Saudita deve correggere le sue politiche per non dover elemosinare la sicurezza dagli altri. La critica iraniana ha messo in luce la mancanza di sicurezza per il Regno saudita nonostante l’accordo. L’accordo è stato visto come una risposta alla crisi diplomatica seguita alla morte del giornalista Jamal Khasoggi, ucciso nel consolato saudita di Istanbul.
Le fonti turche hanno chiarito che l’accordo ha natura difensiva e non è diretto contro alcun attore specifico. Inoltre, non interferisce con altri patti, come la NATO per la Turchia. L’ingresso di altri Paesi, come il Qatar e l’Egitto, è stato menzionato come possibilità futura. La Turchia ha sottolineato che l’accordo non è un attacco a nessun Paese specifico. L’Arabia Saudita, la Turchia e il Pakistan hanno sottolineato i legami storici e la solidarietà islamica come base per l’intesa. Il potenziale ingresso di altri Paesi islamici nella cooperazione di difesa è stato menzionato come una possibilità futura. Al momento, non è previsto l’ingresso di altri Paesi nel patto, ma le cose potrebbero cambiare. Una fonte ad al Jazeera ha detto che Paesi come il Qatar, l’Egitto e altri dovrebbero aderire al patto e trasformarlo in un’alleanza regionale. L’obiettivo è rafforzare la sicurezza collettiva e promuovere la pace e la stabilità nella regione e oltre.
