Flash mob per la tutela del Calore, le associazioni chiedono trasparenza
Associazioni ambientaliste organizzano flash mob per chiedere trasparenza dopo inquinamento del fiume Calore.

Il 7 agosto 2026, a Benevento, si è svolto un flash mob organizzato da alcune associazioni ambientaliste per chiedere trasparenza e risposte dopo episodi di inquinamento del fiume Calore. L’evento, che si è svolto presso il ponte Vanvitelli, ha visto la partecipazione di cittadini, esponenti politici e rappresentanti delle associazioni ambientaliste. L’obiettivo della manifestazione è stato mettere in luce i danni causati da inquinamenti dell’aria e delle acque, in seguito a episodi verificatisi nell’estate 2026. L’evento è stato accompagnato da un forte impegno per la tutela del territorio e per la salvaguardia del fiume Calore.
Episodi di inquinamento e conseguenze ambientali
La mobilitazione è scaturita a seguito di due episodi rilevanti: dapprima una puzza persistente proveniente da un impianto per la lavorazione del biometano, ubicato in contrada San Domenico, ritenuto non a norma da alcune ispezioni. Successivamente, il 24 luglio, è avvenuto uno sversamento di liquami nel fiume Calore, provenienti dall’impianto stesso, che ha provocato una moria di pesci e ulteriore inquinamento delle acque. L’evento ha suscitato preoccupazione e proteste da parte della cittadinanza, che ha chiesto maggiore trasparenza e interventi concreti. Le associazioni hanno ribadito la necessità di un tavolo prefettizio per risolvere le problematiche. L’impianto, che avrebbe dovuto smaltire i liquami nell’area industriale di Ponte Valentino, ha causato un grave inquinamento. La comunità ha espresso preoccupazione per l’impatto sull’ambiente e sulla salute pubblica.
La voce dei cittadini e la richiesta di risposte
Presenti al flash mob anche esponenti politici, tra cui l’ex assessore comunale all’Ambiente Alessandro Rosa, che ha espresso una critica forte: “I cittadini chiedono giustamente chiarezza. C’è stato un disastro. La città deve avere risposte. Occorre fare quadrato e adottare politiche per il fiume che non deve essere più danneggiato.” L’ex assessore ha sottolineato come la filiera per la gestione dei rifiuti sia in crisi e che chi ha sbagliato paghi.
Le associazioni hanno chiesto verità e risposte risolutive. Secondo il portavoce dell’iniziativa, Michele Martino, la cittadinanza è stata costretta a scendere in piazza in un luogo significativo. “Cosa è successo? Perché è successo? E quali provvedimenti sono stati adottati? Non è stata data nessuna risposta. Solo silenzio.” Le associazioni hanno ribadito la necessità di trasparenza e di risposte risolutive, in un contesto in cui le istituzioni sono state accusate di non aver dato risposte sufficienti.
La protesta ha visto la partecipazione di consiglieri di opposizione, tra cui Luigi Perifano, Floriana Fioretti, Giovanna Megna e Vincenzo Sguera, nonché l’ex consigliere regionale Gino Abbate. L’evento ha rappresentato un momento di forte impegno civile, con la volontà di porre fine a situazioni di abuso e di trascuratezza nei confronti del territorio. Le associazioni hanno ribadito che il Sannio è diventato una terra di conquista per chi non rispetta le norme e che le istituzioni devono assumersi la responsabilità di garantire un ambiente sano e protetto.
