Felix Rosenqvist, il più veloce “lento” di IndyCar
Felix Rosenqvist, vincitore dell’Indianapolis 500, si distingue per la sua capacità di vincere in pista e vivere la vita fuori pista in modo lento e riflessivo.

Felix Rosenqvist, vincitore dell’Indianapolis 500, è un pilota che si distingue non solo per la sua velocità in pista, ma anche per il modo in cui vive la vita fuori dal circuito. Con un record di due centesimi di secondo nella storica gara, Rosenqvist ha conquistato la sua fama non solo per la sua abilità al volante, ma anche per la sua capacità di mantenere un ritmo lento e riflessivo. NATO in Svezia, Rosenqvist ha costruito una carriera globale, passando attraverso le competizioni europee, Formula E e ora IndyCar, senza mai perdere la sua essenza. La sua vita fuori pista è un equilibrio tra routine e semplicità, con un atteggiamento che sembra contraddire la natura del motorsport.
Un pilota che vive la vita lentamente
Rosenqvist, noto per la sua capacità di vincere in pista, ha una routine pre-gara unica: il suo assistente di comunicazione, Maddie, gli prepara una bottiglia di caffè espresso, che è diventata una tradizione indispensabile per il suo stato d’animo. “Senza di esso, non voglio muovermi”, ha ammesso lui stesso. Questo dettaglio, apparentemente piccolo, riflette una filosofia di vita che si distingue nel mondo del motorsport, dove la velocità è spesso la priorità. Rosenqvist, però, ha scelto di vivere la sua vita in modo lento, anche se la sua abilità al volante è senza pari.
La sua routine pre-gara è diventata una tradizione personale, un elemento chiave per il suo stato d’animo.
Una carriera costruita su scelte e passioni
La carriera di Rosenqvist ha iniziato con la scelta di preferire le go-karts alle piste da sci, una decisione che ha segnato il suo inizio nel motorsport. Cresciuto in Svezia, ha iniziato a competere in pista fin da bambino, ma la sua passione per la velocità è nata non per la gloria, ma per il piacere di correre. “Non avevo poster di piloti sul muro di casa”, ha raccontato, ricordando il suo primo ricordo di gara: l’Indianapolis 500 vinto da Kenny Brack. La sua carriera è cresciuta gradualmente, passando attraverso le competizioni europee, Formula 3, e Sports Cars, fino a raggiungere la Formula E, dove ha trovato un’esperienza diversa ma non meno stimolante.
La sua decisione di entrare in IndyCar è arrivata quasi per caso, grazie a un test con Chip Ganassi Racing, dove ha potuto superare Scott Dixon grazie a una regola insolita. Anche se ha avuto l’opportunità di restare in Formula E, Rosenqvist ha scelto di cercare un maggiore stimolo, che ha trovato nel motorsport più tradizionale. “Volevo più adrenalina”, ha detto, spiegando il motivo della sua scelta. La sua carriera è stata costruita su scelte personali, non su pressioni esterne, e questo lo ha reso un pilota unico nel paddock.
Rosenqvist ha scelto di vivere la sua passione per il motorsport in modo autentico, senza compromessi.
Rosenqvist ha sempre preferito mantenere un rapporto aperto e trasparente con il suo team, anche quando era un pilota di alto livello. “Siamo stati molto aperti con la squadra e abbiamo cercato di spingerla avanti”, ha detto lui stesso. Questo atteggiamento si riflette anche nella sua vita privata, dove ha dovuto fare scelte difficili, come il trasferimento da Arrow McLaren a Meyer Shank Racing. Anche se ha avuto un amico in squadra e un figlio appena nato, ha scelto di non permettere a queste situazioni di influenzare la sua decisione. “Per me, è sempre stato importante separare la vita privata dal lavoro”, ha spiegato, mostrando una disciplina che lo distingue.
La sua capacità di mantenere un equilibrio tra lavoro e vita personale lo ha reso un pilota rispettato non solo per la sua abilità, ma anche per la sua integrità. Anche se il motorsport è un ambiente competitivo, Rosenqvist ha sempre cercato di mantenere una relazione sincera con chi lo circonda, sia dentro che fuori dal circuito. Questo atteggiamento lo ha reso un pilota che non solo vince, ma anche ispira.
