Margot Raggett e il progetto Remembering Wildlife: una fotografia per salvare la fauna in pericolo

Margot Raggett lancia un progetto per salvare la fauna in pericolo attraverso la fotografia e la conservazione.

Margot Raggett, fotografa naturalista, mostra immagini di animali in pericolo per sensibilizzare la conservazione
Margot Raggett, fotografa naturalista, mostra immagini di animali in pericolo per sensibilizzare la conservazione

Il 19 agosto 2026, Margot Raggett, fotografa naturalista britannica, ha lanciato un progetto di conservazione della fauna selvatica attraverso la fotografia, con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico e finanziare iniziative di protezione. Il progetto, chiamato Remembering Wildlife, nasce dopo aver sentito le parole di David Attenborough: “Siamo felici di pensare che i nostri nipoti potrebbero vedere gli elefanti solo in un libro illustrato?” Questa frase ha spinto Raggett a creare il libro Remembering Elephants, che ha suscitato un grande interesse e ha portato a una serie di iniziative dedicate alla conservazione della fauna in pericolo.

Un impegno fotografico per la conservazione

Il progetto Remembering Wildlife si basa sulla fotografia come strumento di sensibilizzazione e di raccolta fondi. Raggett ha collaborato con diversi fotografi per creare una serie di libri che raccontano la vita di specie in pericolo, come le giraffe. Il libro Remembering Giraffes, in uscita il 12 ottobre, è stato realizzato in collaborazione con 65 fotografi, che hanno contribuito con immagini che mostrano una varietà di comportamenti e contesti. Questo approccio ha permesso di creare un’immagine completa e diversificata delle giraffe, animali spesso trascurati nonostante la loro importanza ecologica.

La popolazione delle giraffe e i progetti di conservazione

Le giraffe sono considerate vulnerabili dall’IUCN e la loro popolazione è diminuita del 30-40% dagli anni ’80. Nel 2010, la popolazione era scesa a meno di 100.000 individui, ma grazie a progetti di conservazione e a metodi di conteggio migliorati, oggi si stima che siano circa 117.000. La Giraffe Conservation Foundation ha lavorato attivamente per ripristinare le specie in diminuzione, con successi notevoli, come il caso delle giraffe nubiane, che sono passate da meno di 100 individui negli anni ’70 a una popolazione in crescita grazie a programmi di breeding e rilasci in natura.

Raggett ha scelto di dedicare il suo nuovo libro alle giraffe, descrivendo come la loro natura gentile e la calma relativa rispetto ai predatori apicali siano spesso trascurate. “Come tutto nella conservazione, la storia non è lineare. Ci sono zone in cui le giraffe stanno facendo bene e altre dove sono rimaste solo poche centinaia. Sento che meritano di essere raccontate”, spiega. Il libro non solo celebra la bellezza delle giraffe, ma anche le minacce che le minano, come la frammentazione degli habitat e la caccia illegale.

Un impegno personale e un messaggio di speranza

Il progetto Remembering Wildlife ha raccolto oltre 1,6 milioni di dollari per 85 organizzazioni di conservazione in 35 paesi. Raggett ha affrontato diverse sfide durante la realizzazione del primo libro, tra cui la ricerca attiva di collaboratori e la sua diagnosi di cancro al seno. Durante il trattamento, ha continuato a lavorare sul libro degli elefanti, un momento che l’ha legata ulteriormente al suo lavoro. “Durante i tre mesi di trattamento … lavoravo sul libro degli elefanti al mattino e poi andavo a ricevere la radioterapia nel pomeriggio. E … questo mi ha legato ulteriormente agli elefanti”, racconta.

Raggett invita tutti a sostenere l’approccio di Remembering Wildlife, suggerendo che l’acquisto diretto dei libri dal sito ufficiale non solo supporta finanziariamente il lavoro di conservazione, ma offre anche l’opportunità di entrare in contatto con una comunità di appassionati e professionisti del settore. Ogni libro rappresenta una finestra sulle vite di animali vulnerabili, evidenziando non solo la bellezza ma anche le minacce cui sono sottoposti. “Le giraffe premiando la pazienza sono una lezione per i fotografi. Non si tratta solo di scattare foto, ma di comprendere e rispettare il soggetto”, aggiunge.