U.S. e Giappone lanciano satelliti per rafforzare la sorveglianza nel Pacifico
U.S. e Giappone lanciano satelliti per migliorare la sorveglianza spaziale nel Pacifico. Nuovo accordo per la cooperazione strategica.

Il 20 agosto 2026, il U.S. Space Force e il Giappone hanno lanciato due satelliti per rafforzare la sorveglianza nel Pacifico e ulteriormente al di fuori di questa regione. L’operazione segna il completamento del programma Quasi-Zenith Satellite System-Hosted Payload, un progetto di cooperazione strategica tra i due Paesi. I satelliti, lanciati da Tanegashima Space Center, sono stati progettati per fornire dati in tempo reale sulle attività spaziali e migliorare la capacità di monitoraggio delle forze statunitensi. La collaborazione tra i due alleati si basa su una serie di accordi siglati nel 2020, che hanno portato alla realizzazione di un programma condiviso per l’accesso alle infrastrutture orbitali.
Cooperazione strategica e infrastruttura spaziale condivisa
La collaborazione tra il U.S. Space Force e il Giappone si basa su un accordo siglato nel dicembre 2020, che ha portato alla realizzazione del programma Quasi-Zenith Satellite System-Hosted Payload. L’obiettivo principale è la condivisione di capacità di sorveglianza spaziale, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza in un contesto di competizione per lo spazio. I satelliti lanciati sono stati progettati e costruiti da MIT Lincoln Laboratory, mentre i satelliti giapponesi sono stati sviluppati da Mitsubishi Electric Corporation. La cooperazione ha visto l’integrazione di due anni di lavoro tra ingegneri statunitensi e giapponesi, con l’obiettivo di creare un sistema di sorveglianza condiviso.
Il colonnello Gina Peterson, deputy commander di Mission Delta 2 per la consapevolezza del dominio spaziale, ha dichiarato: “QZSS-HP è un contributo chiave per aiutarci a fronteggiare la minaccia di avversari di pari livello nello spazio.” La capacità di condividere dati in tempo reale tra i due Paesi è vista come un elemento chiave per migliorare la sicurezza e la risposta alle minacce. La collaborazione ha anche portato a un miglioramento dell’interoperabilità tra le forze armate, con l’obiettivo di creare un sistema di sorveglianza più efficace.
Un passo avanti per la sicurezza spaziale
Il programma ha visto la collaborazione tra le forze armate statunitensi e giapponese per sviluppare una capacità di sorveglianza spaziale condivisa. La sorveglianza fornita dai satelliti è destinata a essere operata da Mission Delta 2, un’unità che identifica e traccia oggetti nel contesto di un’area di competizione spaziale. La missione è gestita da Peterson Space Force Base in Colorado e ha una presenza in 11 diverse località operative in tutto il mondo. Una volta in funzione, il payload è previsto per fornire dati quasi in tempo reale al Network di Sorveglianza Spaziale, espandendo la consapevolezza dell’orbita geosincrona sopra l’Indo-Pacifico.
Nonostante i progressi, entrambi i governi non hanno reso pubblici i costi del programma o un calendario per il raggiungimento del pieno funzionamento del secondo payload. La Space Force considera l’evento principalmente come un traguardo per l’alleato, piuttosto che un’innovazione tecnica specifica. La differenza è importante, poiché i vantaggi della sorveglianza derivanti da un singolo payload sono probabilmente incrementali, non trasformativi. Il vero test del programma sarà se riuscirà a migliorare significativamente la capacità di sorveglianza e la sicurezza spaziale.
